Insieme alla Calabria, la Sicilia sarà l'ultima delle regioni d'Italia ad atturle il cosidetto "switch off", ossia il passaggio dal segnale analogico al digitale terreste. Ma a tre mesi dal "grande evento" la regione sembra ancora impreparata.
Il periodo concordato per iniziare il passaggio è stato fissato dal Ministro allo Sviluppo Economico, Corrado Passera, a partire dallo scorso 21 dicembre 2011 per concludersi entro giugno. Ma è probabile che tra l'11 ed il 30 giugno le difficoltà per alcuni territori del palermitano, per altri del catanese ed alcuni del siracusano, saranno notevoli e non immediatamente risolvibili.
La base di partenza non è ottimale, basti immaginare che ad oggi 500 mila abitanti dei piccoli paesi montani non riescono ancora a vedere neppure la Rai regionale. In più la vicinanza della Sicilia con la Calabria, e con le coste africane e maltesi, oltre la presenza di 120 reti locali, potrebbe ulteriormente complicare la possibilità di un passaggio "indolore", perchè, ha spiegato l'amministratore delegato di Rai Way ,Stefano Ciccotti , mentre "con l'analogico, l'utente riusciva a vedere qualcosa anche se il segnale era disturbato. Con il digitale, invece, o la linea è perfetta o non si vede niente".
Il rischio è che si creino interferenze di rete che non permettano una visibilità perfetta del segnale, fatto che non caratterizzerà solo Sicilia, ma che si è già verificato anche altre regioni d'italia come Lombardia e Piemonte."Ovviamente bisogna comprendere - ha spiegato ancora Ciccotti - che alcuni problemi di sintonizzazione ci saranno. Bisogna tenere in considerazione il livello di vetustà delle antenne, che devono essere sostituite se antiquate. Ma, a parte questi problemi marginali, l'effetto principale sarà un'offerta di canali molto più vasta e differenziata".
Per gestire al meglio il processo il ministero ha organizzato delle task force organizzativa, ma il passaggio dall'analogico al digitale avrà comunque dei costi che prescindono dalle abilità organizzative del dicastero.
Le stime del "rivoluzione digitale" sono state fornire dalla stessa Rai Way: la spesa media per ogni famiglia sarà intorno ai 300 euro, distribuiti in costo del decoder, i cui prezzi attuali spaziano dai 30 euro ai 170 euro, spesa per il montaggio del decoder equivalente a 40 euro e l'eventuale costo per la sostituzione dell'antenna previsto intorno100 euro.
Le voci in uscite non saranno dunque indifferenti per le famiglie siciliane, cosi come del resto non passano già inosservati dubbi e incertezza su questo cambiamento comunque obbligatorio. 49 milioni di italiani si sono già adeguata al nuovo modo di guardare la tv.













