Il mondo torna a tremare e il terrore parla nuovamente russo. A quasi 23 anni dalla fine della guerra fredda, il clima tra le due più importanti potenze militari sul pianeta, Usa e Russia, torna a farsi rigido.
Nonostante gli accordi per il disarmo nucleare, gli Stati Uniti hanno comunque proseguito il loro programma di difesa con le installazioni in Europa degli "scudi antimissile". Il Presidente russo Medvedev ha più volte minacciato che la Russia non sarebbe rimasta a guardare nel caso in cui gli Stati Uniti sarebbero riusciti ad installare scudi antimissile nel Vecchio Continente e ora, in vista delle prossime elezioni del 4 marzo, il premier Putin promette di fare sul serio.
Ripristinare la supremazia russa in campo militare, fronteggiando gli scudi antimissile Usa con un riarmo forte e convincente. E' questo il principale obbiettivo di Vladimir Putin, che promette il più grande programma di riarmo dal crollo dell'Unione Sovietica nel 1991. Per l'ex spia del Kgb le prossime elezioni previste per il 4 marzo sono pura formalità, l'esito delle urine è scontato e non ci sono dubbi che Putin sarà nuovamente eletto Presidente della Federazione Russa. Puntare sul rilancio degli armamenti militari in un Paese dove urgono riforme per lo sviluppo economico può sembrare un azzardo, ma forse Putin intende riportare la Russia in cima all'élite delle potenze mondiali. Il prestigio e l'importanza della Russia non sono mai calati, ma negli ultimi anni le prese di posizione russe hanno riscosso sempre minor considerazione internazionale. Non sono bastate, infatti, le continue ammonizioni di Mosca sul programma di difesa statunitense, Washington ha continuato a seguire i suoi obbiettivi senza timori. E ciò è inaccettabile per Putin.
Sono pronti più di 600 miliardi di euro da spalmare per i prossimi dieci anni, soldi che serviranno ad ammodernare e a migliorare l'ex Armata Rossa.
Verranno comprati 400 moderni missili balistici intercontinentali, più di 50 navi da guerra, 8 sottomarini nucleari e 600 aerei militari, compresi i caccia di quinta generazione. Ed è previsto anche un esercito più professionale, l'obbiettivo è raggiungere 300 mila soldati di leva su un milione entro il 2017. Ai militari, inoltre, sarà garantito uno stipendio triplicato da gennaio prossimo.
"In nessuna circostanza rinunceremo al nostro potenziale strategico, anzi, lo rafforzeremo" è la promessa fatta da Putin in un'intervista concessa al Rossiiskaya Gazeta. Gli Usa sono avvertiti.
Matteo Culotta














