Il direttore generale dell'Umberto I, Antonio Capparelli, ha stabilito al termine di una riunione con i principali dirigenti sanitari la sospensione per 90 giorni di due dirigenti del Dipartimento emergenza e accettazione (Dea) del Policlinico della capitale, Claudio Modini (direttore della Dea) e Giliano Bertanozzi (coordinatore area medica), dopo il caso della
donna malata di Alzheimer in coma lasciata per 4 giorni legata ad una barella al pronto soccorso. Gli ispettori inviati dal Ministero della Salute hanno svelato che il personale non ha richiesto il trasferimento della paziente e hanno riscontrato alcuni ritardi nelle assistenze di prima necessità, tra cui l'alimentazione.
"E' un ingiustizia che dovrà essere motivata - spiega Modini - perchè la paziente non era affatto in coma, ma lucida e in agitazione psicomotoria. E' stata trasferita dal reparto di pronto soccorso al reparto di neurologia. Probabilmente c'è stato un errore di comunicazione tra i medici". Nel frattempo alcuni membri del personale dell'Umberto I sostengono che non ci sia alcun caso, ma che si tratti di una montatura per screditare l'ambiente dell'Umberto I e chi ci lavora.
"Chi ha sbagliato deve pagare" sentenzia il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, secondo la quale il caso dell'Umberto I sarebbe da ricondurre ad un problema di organizzazione. Intanto il ministro della Salute Renato Balduzzi ha annunciato prossime ispezioni in tutte le strutture ospedaliere in emergenza della penisola, in particolar modo per quelle romane. Nei prossimi giorni, comunque, verranno ascoltati dai magistrati i dirigenti dei principali ospedali della capitale. L'inchiesta punta sulla pessima condizione in cui riversano i reparti di pronto soccorso negli ospedali di Roma e del Lazio, anche a causa dei tagli alla sanità degli ultimi anni. Non si esclude che nel corso delle indagini possano essere presi in considerazione anche i decessi negli ospedali del Lazio dal 2009. La Commissione parlamentare che ha raccolto i dati sugli errori sanitari dal 2009 in tutta Italia, inoltre, riferisce che ci sono stati almeno 25 casi sospetti, quasi uno al mese.
Intanto un medico dell'Umberto I riferisce che negli ultimi 10 giorni 4 infermieri sono stati aggrediti dai pazienti o dai loro famigliari.
Matteo Culotta
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