Giovedi, 24 Maggio 2012

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Kabul scontri violenti al grido di "morte all'America"



     

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Esplode la rabbia a Kabul dove milgiaia di persone si sono radunate in protesta contro la notizia che alcune copie del Corano sono state bruciate ieri in una base Usa.


Per il pericolo di attaccati e violenze dei confronti dei cittadini americani è stata chiusa l'ambasciata Usa nella città afghana e il personale diplomatico è tutt'ora bloccato al interno della sede diplomatica. Attraverso Twitter l'ambasciata annunciando la chiusura ha sospeso i viaggi diretti in Afghanistan. Ed ha invitato tutti quelli che si trovano fuori dalla sede diplomatica a mettersi al sicuro, mentre in strada i protestanti gridano "morte all'America".

Intanto, le manifestazioni, sempre troppo violente, fanno le prime vittime. Le agenzie di stampa afghane riferiscono che una persona è morta e almeno 21 sono rimaste ferite da colpi di arma da fuoco, a confermarlo un medico dell'ospedale di Jalalabad, assicurando di aver visto il corpo all'ospedale. "Si tratta di un giovane che partecipava alla manifestazione", circostanza smentita dalle fonti ufficiali della polizia afghana che ha negato di aver sparato sulla folla. Anche se l'emittente televisiva americana BBC riferisce che sono quattro i poliziotti rimasti feriti negli scontri.

In risposta al sacrilegio che ha colpito il libro sacro dell'Islam, i manifestanti hanno incendiato un compound riservato a contractor stranieri a Kabul. Testimoni intervenuti sul luogo raccontano che le fiamme hanno danneggiato parte della guesthouse nel complesso del Green Village, dove vivono e lavorano circa 1.500 contractors stranieri, e riferiscono di automobili date alle fiamme e negozi devastati dai manifestanti.

Ieri dopo la diffusione della notizia che nei pressi  della base aerea di Bagram, a circa un'ora dalla capitale Kabul, erano state rinvenute copie carbonizzate del Corano tra i rifiuti, sia  il governo degli Usa  che il comandante  della Forza internazionale di assistenza per la sicurezza hanno chiesto scusa per l'episodio. E Il ministro della Difesa Usa, Leon Panetta scusandosi per "l'inopportuno trattamento" riservato ad alcune copie del Corano, ha promesso un' inchiesta rapida.

Ma il gesto è considerato troppo grave da tutto il mondo islamico, così torna a incendiarsi la situazione in paese come l'Afghanistan flagellato da anni di guerra e lotte intestine.

Gaia Gerbino


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