Non sono finiti i guai giudiziari per l'ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn.
Nel maggio scorso era stato accusato di abuso sessuale da una cameriera, Nafissatou Diallo, che lavorava a servizio del Sofitel di New York, e solo a Luglio la procura della città gli aveva revocato gli arresti domiciliari sostenendo che le accuse di stupro fossero poco credibili.
Tuttavia la vicenda costrinse l'ex aspirante alla candidatura all'Eliseo a ritirarsi dalla scena politica pur essendo considerato il piu' quotato e temuto avversario del Presidente Nicolas Sarkozy.
L' ex ministro socialista questa volta pare essere implicato in un giro di prostituzione nel nord della Francia avente come “epicentro” l'Hotel Carlton.
Le accuse a carico di Strauss-Kahn sono di "complicità in sfruttamento della prostituzione" e "appropriazione indebita", dal momento che il compenso delle escort sarebbe stato pagato attraverso le spese societarie delle imprese di due suoi amici, Fabrice Paszowski e David Roquet, rispettivamente dirigente di una società di materiale sanitario e direttore di una filiale del gigante dell'edilizia Eiffage.
Nell'inchiesta sono coinvolte altre otto persone fra cui tre direttori dell'Hotel Carlton di Lille.
Strauss-Kahn, dunque, si è presentato ieri presso la gendarmeria di Lille, dove, per la gravità delle accuse, gli è stato immediatamente notificato il fermo, procedura che consente l'interrogatorio e impone la presenza dell'avvocato a tutela del sospettato e che può durare dalle 48 alle 96 ore.
Al termine degli interrogatori il giudice dovra' decidere se rilasciare Strauss-Kahn su cauzione o confermare lo stato di detenzione fino al processo.
Numerose sono le prove in mano agli inquirenti rispetto al “Caso Carlton” come è stato denominato dai giornali francesi.
Costose trasferte di gruppi di escort, organizzate e finanziate dagli amici imprenditori di Lille, serate a luci rosse e festini hard a cui Strauss-Kahn avrebbe partecipato a Parigi, Washington ed altre città europee e di cui dovrà rispondere.
La difesa è, ovviamente, pronta a negare che il proprio assistito fosse al corrente che le serate organizzate presupponessero il pagamento delle ragazze come escort.
Antonella Grasso














