17 Settembre 2014
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Comuni “spioni” per la lotta all’evasione: si rafforza l’alleanza con i sindaci


            
     

 Comuni “spioni” per la lotta all’evasione: si rafforza l’alleanza con i sindaci Con il provvedimento di ieri con cui si dà il via alla nuova alleanza antievasione con i sindaci, l’Agenzia delle Entrate ha fornito una mappa dettagliata dei destinatari delle segnalazioni, individuati in base alla competenza sugli argomenti di volta in volta trattati: oltre all’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia del Territorio, la Guardia di Finanza e l’INPS. Questa è la principale novità del

 provvedimento con cui il direttore delle Entrate dà seguito all’intesa raggiunta lo scorso 2 febbraio in sede di Conferenza unificata. Oltre allo schema dei destinatari, si aggiungono anche indicazioni per la condivisione delle banche dati e un ampliamento degli ambiti di intervento dei Municipi.

Settori di intervento- Si tratta di una specie di manuale quindi, dove sono indicati tutti i settori di possibile intervento dei Comuni. Ai settori di competenza già previsti dal provvedimento di dicembre 2007 (commercio e professioni, urbanistica e territorio, proprietà edilizia e patrimonio immobiliare, residenze fiscali all’estero e beni indicanti capacità contributiva), si affianca, infatti, quello della collaborazione volta a individuare i fabbricati che non risultano dichiarati al catasto. Stiamo parlando principalmente del settore delle case fantasma, cioè non dichiarate o abusive, il lavoro nero, ma anche di altri ambiti d’intervento.

I rifiuti- Una spia importante relativa all’evasione fiscale è quella della tassa sui rifiuti. Che vuol dire? Dato che si chiede ai sindaci di accendere i fari anche sulle locazioni abusive, controllando ad esempio le notifiche per il mancato pagamento della tariffa rifiuti potrebbero riuscire nell’intento: se sono indirizzate a chi non dichiara il possesso di un immobile, e non esiste un contratto d'affitto registrato, la frode fiscale è sicura. I sindaci possono fornire questi dati all’Agenzia delle Entrate, ed essa con un semplice controllo incrociato può risalire agli evasori.

Commercio e professionisti- I sindaci possono facilmente indagare anche nell’ambito del commercio e dei liberi professionisti. E’ notevolmente più semplice indagare sul posto per quanto riguarda la corrispondenza tra le attività dichiarate e quelle effettivamente svolte, verificare la presenza della partita Iva che è sempre necessaria, e fare molta attenzione alla pubblicità abusiva. In questo ambito i sindaci potranno indagare anche sulle organizzazioni senza fini di lucro che in realtà svolgono delle attività commerciali, ad esempio i club e le associazioni di varia natura.

I comuni di minori dimensioni- Ieri è stata siglata anche l’intesa tra Agenzia, Anci e Ifel, volta a definire i meccanismi propedeutici alla costituzione di “strutture di servizi intermedie” a supporto dei Comuni (previste dall’art.4 del provvedimento), specialmente per i Municipi di minori dimensioni; si tratta di un supporto tecnico che consenta anche a loro di dar seguito concretamente al rapporto con l’Agenzia delle Entrate nell’ambito del processo di partecipazione all’accertamento fiscale e il cui sviluppo è definito all’interno dell’accordo.

Il percorso da seguire- L’allegato tecnico che accompagna il provvedimento distingue puntualmente quale tipologia di segnalazione viene recapitata agli uffici dell’Agenzia e quale ai reparti della Gdf. In linea assoluta, a questi interlocutori, così come all’Agenzia del Territorio, i Comuni trasmettono le segnalazioni rilevanti ai fini dell’accertamento dei tributi statali (il canale di trasmissione resta il portale Siatel – PuntoFisco), mentre quelle rilevanti per l’accertamento dei contributi previdenziali e assistenziali vengono inviate direttamente all’Inps. Con l’Istituto previdenziale i Municipi stipuleranno un’apposita convenzione tecnica che determinerà il canale di trasmissione delle informazioni.

Banche dati condivise- Tappa obbligata è la condivisione delle banche dati. In merito alle modalità di accesso alle banche dati dell’Amministrazione finanziaria e dell’Inps, e riguardo alla trasmissione delle dichiarazioni dei contribuenti residenti nei Comuni, si stabilisce che vengano regolate da specifiche convenzioni di cooperazione informatica.

Befera- Presentando il nuovo accordo assieme al presidente dell’Anci, Graziano Delrio, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera ha dichiarato che “i Comuni hanno dimostrato di saper effettuare indagini in grado di scovare fenomeni evasivi o addirittura fraudolenti alcune volte non facilmente individuabili dalle nostre strutture grazie alla loro conoscenza del territorio”. Tale sforzo verrà ripagato. Fino al 2014 il ricavato dalla lotta all’evasione verrà interamente versato nelle casse del comune, mentre dopo il 2014 la quota sarà divisa a metà tra comune ed Agenzia delle Entrate.

Al momento l’accordo è attivo solo in Emilia Romagna, dove sta producendo ottimi risultati. Nel frattempo, l’Anci sta mettendo a punto un sistema di formazione per i dipendenti comunali ed un software per creare la banca dati necessaria. Una volta terminato questo passo scatterà la collaborazione tra sindaci e Agenzia delle Entrate.

Scarica e leggi
il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 27 febbraio 2012.

Michela Magrini

Vedi anche 
Evasione fiscale, in arrivo il superbonus per i Comuni “spioni”

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