21 Settembre 2014
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No Tav, il pacifista Turi Vaccaro è sceso dal traliccio. La mobilitazione continua


            
     

 No Tav, il pacifista Turi Vaccaro è sceso dal traliccio. La mobilitazione continuaIeri a Giaglione (Torino) c’erano circa un migliaio di persone con lo scopo comune di lottare contro la linea ad alta velocità Torino-Lione. "Oggi siamo tranquilli, allegri e colorati. Oggi ci comportiamo bene", aveva detto il leader No Tav Alberto Perino alle persone intervenute. Ma l'ascia di guerra non è ancora stata dissotterrata e lo dimostra la reazione avuta alle parole del

 premier Mario Monti, colpevole di aver detto che il supertreno si deve fare. "Caro Monti, tu dei valsusini non hai capito niente. Noi non ci facciamo spaventare".

Turi Vaccaro- Dunque, tutto tranquillo ieri, eccetto il coup de theatre del pacifista Turi Vaccaro, la cui iniziativa ha chiuso la giornata di manifestazione pacifica organizzata dal popolo No Tav. Intanto Vaccaro è sceso solo stamattina dal traliccio dell’alta tensione a Chiomonte (Torino) su cui ha passato la notte, lo stesso da cui lunedì era caduto il leader dei manifestanti Luca Abbà. Ci era salito ieri sera per protestare contro la Tav Torino-Lione. La corrente era stata subito staccata, e sul posto erano accorsi polizia, 118, vigili del fuoco e due attivisti chiamati a parlargli, ma non lo avevano convinto a scendere. Vaccaro è sceso spontaneamente dal traliccio dopo aver detto alcune preghiere. “Se do fastidio al movimento scendo, ma voglio meditare un attimo”, aveva detto. Turi era salito con due coperte e un po' di frutta. Cosa avesse in mente l’uomo, non lo sapeva nessuno, neppure i No Tav. "Questa azione non l'ho decisa con nessuno, neanche con me stesso: se il Movimento decide che io sono qui e non servo a niente, anzi do fastidio, scendo. Se mi vengono a prendere faccio resistenza passiva, ma non mi butto giù, nè tocco i fili, perchè non voglio passare per pazzo”.

Vaccaro, che è una figura molto conosciuta del pacifismo della Val di Susa, e già ieri pomeriggio aveva dato vita a una manifestazione singolare: era passato a piedi nudi fra gli schieramenti dei carabinieri in assetto antisommossa, ed era salito su un palo-faro per suonare il flauto. Riguardo al gesto di Luca, Vaccaro dice che ha fatto un bel gesto, anche se un po’ azzardato e lui non lo avrebbe fatto perché non vuole morire. Per lui potrebbe arrivare una denuncia relativa a diverse violazioni, a partire dall'interruzione di pubblico servizio. Al traliccio era stata levata la corrente, come già detto, e alcuni paesi della valle hanno dovuto servirsi durante la notte da un operatore diverso, per non rimanere al buio.

Non è la prima volta che l'uomo compie simili gesti e già nello scorso agosto era salito in cima a un pino e vi era rimasto tre giorni e tre notti. Inoltre, a luglio. in uno dei momenti più difficili degli scontri fra le forze dell'ordine e i No Tav in Val di Susa, si era opposto a un mezzo delle forze dell'ordine a torso nudo e piedi scalzi, con in mano una collana di agli.

La mobilitazione va avanti
- La mobilitazione No Tav intanto continua e si preparano nuove iniziative per la settimana. Da oggi i manifestanti hanno programmato un'assemblea al giorno a Bussoleno, mentre a Torino è in programma oggi un incontro tra esponenti della politica e delle istituzioni per fare il punto sulla situazione. Ieri è stata la settima giornata di mobilitazione. Una giornata di cui si parlerà proprio per il gesto di Turi Vaccaro. Martedì ci sarà Napolitano e gli amministratori vogliono incontrarlo. Giovedì è l'8 marzo e le donne vogliono sfilare. Soprattutto però c'è la voglia di respingere le accuse di violenza. “Nei giorni scorsi - ha ribadito Perino - la polizia ha gettato la maschera. Hanno fatto la caccia all'uomo nei paesi e nelle case. Proprio come i nazisti ai loro tempi”. Anche gli hacker di Anonymous si fanno rivedere, e hanno creato problemi a chi tenta di collegarsi ai siti del governo e del ministero dell'Interno. L'obiettivo è vendicarsi della decisione di proseguire con la Tav.

Polemica sulle parole di Virano- Si è accesa nel frattempo una polemica su quanto detto da Mario Virano, commissario straordinario del governo per la Tav. “In Val di Susa, i violenti sono invitati e non infiltrati”: è stata questa la lettura data da Virano, su quanto accade nelle manifestazioni No Tav. “E' il Comitato che dirige il movimento - spiega Virano - Regola il rubinetto della violenza secondo una lucida convenienza valutata occasionalmente, di caso in caso”. L'alternarsi e il mescolarsi di cortei pacifici a iniziative a rischio scontri non è causale, secondo il commissario. E si profila così una querela contro Mario Virano, “Valuteremo con i nostri avvocati . Se ci sono gli estremi, procederemo”, ha detto Perino.

Catricalà- Ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha confermato quanto comunicato dal premier Monti venerdì sera. L'esecutivo ha il "dovere morale" di andare avanti sulla Tav. Non c'è possibilità di indire un referendum sulla questione, tutt'al più "dobbiamo migliorare la comunicazione sull'importanza di quest'opera per la nostra economia", ha detto. Eppure Catricalà esprime il timore che ai No Tav “si aggreghino forze che non sono solo quelle della ragionevolezza, ma anche del contrasto in sé e quindi anche della forza contro la democrazia”.

Michela Magrini

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