18 Aprile 2014
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Immobili fantasma, oltre 1 milione di unità scoperte: gettito fiscale per 472 milioni di euro


            
     

 Immobili fantasma,  oltre 1 milione di unità scoperte: gettito fiscale per 472 milioni di euroE’ stato presentato il 5 marzo dall’Agenzia del Territorio il consuntivo, al 31 dicembre 2011, dell’attività di regolarizzazione dei fabbricati mai dichiarati al Catasto o che hanno subìto variazioni non dichiarate dalla parte, i cosiddetti “immobili fantasma”. La regolarizzazione di essi porterà 472 milioni di euro di nuovo gettito tra imposte locali ed erariali. Questa azione di recupero,

 infatti, oltre ai risvolti civilistici connessi all’identificazione del patrimonio immobiliare e a migliorare la trasparenza del mercato, ha un effetto significativo sul recupero dell’evasione nel comparto.

Nel dettaglio, l'intera operazione, ha consentito di individuare 1.081.698 unità immobiliari, fra abitazioni, magazzini, autorimesse e altre unità, per una rendita catastale totale pari a 817,39 milioni di euro. In base alle stime del Dipartimento delle Finanze, ciò determina un maggiore gettito quantificabile, ai fini IMU, in circa 356 milioni di euro, ai fini dell'imposta sui redditi (IRPEF e cosiddetta ''Cedolare secca'') in circa 110 milioni di euro e ai fini dell'Imposta di registro sui canoni di locazione pari a circa 6 milioni, per un gettito stimato complessivo, erariale e locale, pari a circa 472 milioni di euro. Inoltre, si deve tener conto che la normativa vigente prevede il recupero delle imposte per gli anni precedenti e ciò andrà a produrre un ulteriore considerevole recupero di gettito fiscale in termini di accertamenti e ruoli.

L’operazione- Lo scorso anno, attraverso un innovativo processo basato sulla sovrapposizione di foto aeree ad alta risoluzione alla cartografia catastale, sono state identificate 2.228.143 particelle del Catasto, terreni interessati dalla presenza di potenziali fabbricati non inseriti nelle banche dati catastali. Nel primo semestre del 2012 ne restano da trattare solo 368.664. L’attività viene svolta spesso insieme ai Comuni.

Al 30 aprile 2011, i tecnici dell’Agenzia avevano completato l’accertamento su 1.065.484 particelle, grazie anche all’adempimento spontaneo dei contribuenti. E quella era l’ultima data utile per l’accatastamento volontario e per evitare di pagare una penale. A partire da maggio, il Territorio ha avviato il processo di attribuzione della rendita presunta sulle rimanenti 1.162.659 particelle.

Dove si trovano le case fantasma? La maggior parte si trova a Napoli: 37.519 immobili per una rendita di oltre 29 milioni di euro. Seguono Cosenza, Salerno, Reggio Calabria e la piemontese Cuneo, tutte con un numero di immobili fantasma superiore ai 36 mila. Poi Bari, Agrigento, Foggia, Palermo, Torino, Lecce, Catania, Caserta, Perugia. A Roma oltre 32 mila immobili ritrovati dall'Agenzia del territorio e 23.6 milioni di euro recuperati in rendite. A Milano invece oltre 12 mila case fantasma, per una rendita di 17,4 milioni di euro. Il record delle rendite catastali evase va invece a Trapani: quasi 88,5 milioni di euro, per un totale di oltre 16 mila unità immobiliari ritrovate.

Secondo il Direttore dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemannogli straordinari risultati raggiunti nell’attività di regolarizzazione degli immobili non dichiarati al Catasto sono stati resi possibili per effetto di soluzioni organizzative e tecnologie innovative mai utilizzate precedentemente, nonché grazie al grande impegno profuso da tutto il personale dell’Agenzia che, pur assicurando il raggiungimento di tutti gli obiettivi concordati con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha portato a termine, in tutto il territorio nazionale, una nuova e capillare attività di recupero fiscale nel settore immobiliare”.
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Infine, la Prof.ssa Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze, ha sottolineato che “i risultati raggiunti costituiscono anche un passo importante nella direzione di potenziare la sinergia tra amministrazioni centrali e locali nell’attività di accertamento dei tributi”.

Michela Magrini

Vedi anche 
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