25 Luglio 2014
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Lavoro in Germania: cala la disoccupazione ma crescono i dipendenti sottopagati


            
     

Lavoro in Germania: cala la disoccupazione ma crescono i dipendenti sottopagati“Uniti insieme per riforme importanti sul lavoro, un lavoro che deve favorire i giovani”. Queste sono alcune delle tante parole che il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha pronunciato durante la sua visita ufficiale a Roma e davanti a una folta schiera di giornalisti italiani e tedeschi, mentre si svolgeva la conferenza stampa con il nostro Presidente del Consiglio, Mario Monti.

Germania, una repubblica federale con un’economia considerata molto forte alla pari di quella francese. Tempo fa nel corso di un’indagine sulla vita della classe operaia tedesca, si è potuto comprendere le migliori condizioni di vita che un operaio del posto ha rispetto ai colleghi italiani. Maggiore retribuzione, maggiori premi di produzione e un tenore d’esistenza di tutto rispetto. Come sta il welfare tedesco nel suo complesso? Angela Merkel, durante la sua visita romana, ha parlato dell’importanza del concetto di flessibilità dentro il welfare. Un concetto che nella stessa Repubblica Federale tedesca è entrato in vigore durante il periodo dell’ex cancelliere socialdemocratico, Gerhard Schroeder, un metodo continuato dalla stessa Merkel e che ha permesso un forte calo dei disoccupati anche se purtroppo tale sistema non ha evitato la massiccia presenza di dipendenti sottopagati.

Il 23% della popolazione,
misurata a campione e calcolando sia parte est che parte ovest del paese, dichiara di guadagnare circa 9,15 euro lordi l’ora il che equivale alle scarse mille euro lorde al mese. I sottopagati sono aumentanti paurosamente e questo nell’arco degli ultimi 15 anni, fra il 1995 e il 2010. Volendo fare un raffronto fra la parte est e ovest, i lavoratori dell’est prendono 6,52 euro lorde l’ora mentre quelli dell’ovest 6,68 euro l’ora. Aumento a go go dei suddetti “mini-jobs”, lavori pagati con stipendi che si aggirano sui 400 euro mensili, piccoli lavori che in Italia sono diventati quasi una regola fissa, sopratutto da quando sono entrati in vigore i contratti a progetto, una tipologia contrattuale che ha fatto crescere i rapporti di lavoro part-time e con questo tipo di retribuzione che, se tocca un massimo, raggiunge le 500, qualche volta anche le 600 euro, ma senza andare oltre questa cifra. Tutto il mondo è paese direbbe qualcuno; i welfare tedesco e italiano non sono minimamente paragonabili; essi nascono da pesi con culture e concezioni del lavoro diverse, ma ovunque si va in questo mondo, il rovescio della medaglia non manca mai.

Marco Chinicò

 

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