21 Dicembre 2014
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Upa, pubblicità in crisi: nel 2012 previsto un calo del 5%


            
     

 Upa, pubblicità in crisi: nel 2012 previsto un calo del 5%Il mercato pubblicitario è sempre più in crisi. Per il 2012 si prospetta una contrazione intorno al 5% riguardo agli investimenti pubblicitari in Italia. Nel 2011 si era chiuso con un -3,7%, dunque il calo risulta ancora più marcato. Lo ha detto il presidente dell'Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi (in foto) nel corso della presentazione del secondo summit sulla comunicazione promosso

 dall'associazione degli utenti pubblicitari.

Calo nel primo trimestre- "Nel primo trimestre si parla di un calo a due cifre, inclusa la tv, è una cosa che non si è mai vista", ha detto Sassoli. Alla fine dello scorso anni si era auspicato un 2012 in pari. “Oggi che abbiamo più indicazioni dai nostri sondaggi con le aziende pensiamo che chiuderemo l'anno a -5%", ha aggiunto il presidente. La prima parte dell'anno sarà "pesante", mentre poi bisognerà vedere come andranno gli Europei di calcio e le Olimpiadi.

Miglioramento- Sassoli è più tranquillo invece sulla seconda parte dell'anno che dovrebbe andare un pò meglio anche grazie al confronto più facile con il periodo corrispondente del 2011.

Stallo dinamico- La mancata crescita, combinata insieme ai radicali cambiamenti tecnologici e ai mutamenti nelle abitudini dei consumatori, contribuiscono a far sì che lo scenario economico e quello della comunicazione si trovino in una sorta di “stallo dinamico”. A tutto questo il sistema sta reagendo “in modo conservativo”. Lo ha spiegato il presidente dell’Upa e anche di Valsoia. Sassoli si aspetta una forte concentrazione su pochi mezzi, "certamente sulla tv, spesso abbinata al web". Solo innovazione, visione strategica e trasparenza potranno fare la differenza.

Va anche precisato però che qualche aspetto positivo in questa crisi c’è però stato: sono scesi gli investimenti ma sono aumentati gli investitori nel 2011 (1.974 nuovi clienti, contro 1.812 persi per un totale di 3.762 aziende che hanno pianificato), grazie anche a politiche di sconti e incentivi che hanno attirato i piccoli imprenditori che prima non si sarebbero avvicinati a una pianificazione pubblicitaria. Tra i mezzi che sono andati meglio, il digitale fa da protagonista. “Il web, con il suo +12% e la tv digitale tematica”, ha precisato a ItaliaOggi il direttore dell’Advertising information service di The Nielsen Company Alberto Dal Sasso. A soffrire di più è stata la free press (segnata dalla recente chiusura della testata Rcs City).

Rai- Nel dettaglio, Sassoli ha poi ricordato il ritardo dell'Italia sulla banda larga e la situazione critica in cui versa la Rai: "Sulla Rai abbiamo presentato una nostra proposta di riforma perché torni a essere, anche attraverso una minore invadenza della politica nella gestione dell'azienda, la prima industria culturale del paese”. Non c’è stata però alcuna risposta, nessun segnale positivo da parte del governo o dei partiti. L'associazione di riferimento delle aziende che investono in pubblicità non è stata in alcun modo contattata dal governo sulla possibile riforma del sistema televisivo pubblico, ha voluto sottolineare Sassoli, che aggiunge: "tutto pare fermo sul discorso Rai verso una riforma che non mi pare realisticamente all'orizzonte”.

Solo l’Usigrai ha dato un riscontro favorevole, ha spiegato ancora, “anche perché con i cali attesi nella raccolta pubblicitaria bisognerà probabilmente fare dei tagli anche a livello occupazionale”. Nulla cambierà dunque per la Rai, secondo Sassoli.“La Rai è un problema rimandato ma prima o poi i nodi verranno al pettine e si dovranno fare scelte dolorose e non strategiche ma legate alla contingenza”, ha concluso il presidente di Upa.

Summit a Milano- Come occasione di approfondimento e analisi del complicato periodo che stanno attraversano le aziende e il mondo della comunicazione, Upa ha organizzato un summit a Milano all'inizio di luglio intitolato "Per tempi difficili, voci forti"; è il secondo appuntamento dopo quello organizzato a Roma nel 2009 "Tutta cambia, cambiamo tutto?".

Michela Magrini

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