
Befera: usare i soldi della lotta all’evasione per ridurre le tasse
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- Creato Venerdì, 23 Marzo 2012 16:22
- di Michela Magrini
- Categoria: Fisco e Previdenza
“Sarebbe utile utilizzare per la riduzione delle imposte i proventi del recupero dell’evasione. Questo contribuirebbe anche a cambiare il modo di pensare, non considerando più furbo chi evade”. Lo ha dichiarato Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Giornale.
Riguardo alle critiche del Garante della privacy sui controlli sui conti correnti, Befera ha spiegato: "Dal 2008 a oggi è stata fortemente rafforzata la lotta all’evasione con vari strumenti, compreso questo. La reazione del Garante, alla luce dei grandi principi, è comprensibile, ma occorre tener conto della grande piaga dell’evasione che affligge il nostro Paese”. Se si riuscisse a portare ad un livello fisiologico l’evasione simili provvedimenti potrebbero essere modificati o ridotti.
Befera ha fiducia nella delega fiscale che dovrebbe arrivare oggi in Consiglio dei ministri: ''abbiamo un sistema che risale agli anni Settanta e lascia troppi spazi per l'elusione e l'evasione. Una delega che aggiorni e semplifichi non può che essere ben vista dall'Agenzia dell'entrate''. La complessità del fisco rende più difficile il lavoro e aumenta i costi amministrativi per le imprese.
Comunque, dal 2008 il recupero dell'evasione è aumentato, passando da quasi sette miliardi di euro agli oltre 12 di quest'anno, anche grazie a provvedimenti normativi presi da tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, ha tenuto a ricordare Befera. Ed Equitalia, a detta del direttore, soffre oggi il fatto di essere l'ultimo tassello di una filiera. Riscuote e risente di tutti gli errori che si fanno a monte.
A proposito dei timori dei contribuenti riguardo al fatto che auto di lusso e spese voluttuarie possano attirare l'attenzione dell'Agenzia, Befera spiega: "Il redditometro non misura le spese voluttuarie o quelle indicative di ricchezza. Il fisco è a favore della ricchezza, non contro. Più si è ricchi, più si consuma, più si crea Pil, più si pagano imposte. Ben venga chi compra grandi automobili: ha mosso l’industria e ha pagato l’Iva. Il fisco è interessato a scovare la ricchezza occultata da chi non ha assolto l’obbligo tributario. Vogliamo un rapporto di fiducia con i contribuenti".
Con il nuovo redditometro sarà messo a disposizione dei contribuenti “il software per capire se sono tra i soggetti che possono avere un controllo da parte nostra. Ma quando l'accertamento sintetico rileva un gap tra reddito dichiarato e reddito speso, questo non significa assolutamente che siamo di fronte a un evasore''.
Michela Magrini
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