
Terremoto Emilia: oltre 100 scosse, 4500 sfollati
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- Creato Lunedì, 21 Maggio 2012 15:41
- di Gaia Gerbino
- Categoria: Attualità
In Emilia la terra continua a tremare, sono oltre 100 le scosse che stanno terrorizzando le popolazioni delle province di Ferrara e Modena, 7 i morti, oltre 50 feriti e 4500 gli sfollati. E ora al terremoto, si aggiunge pure la pioggia incessante che rende i lavori di soccorso più difficili e appesantisce i muri, già pericolosamente
danneggiati dalle continue scosse di replica.
I vigili del fuoco sono impegnati, sin dalle prime ore dopo il terremoto, nel duro lavoro di verifica della stabilità degli edifici.
Mentre la Procura di Ferrara ha fatto sapere che aprirà un' inchiesta per verificare se sono state rispettate le norme antisismiche durante i lavori di costruzione dei capannoni crollati durante il sisma e nei quali hanno perso la vita gli operai morti durante il turno di sabato notte.
Leonardo Ansaloni, 45 anni, e Nicola Cavicchi, di dieci anni più giovane, nel comune di Sant'Agostino alla Ceramiche Sant'Agostino, alla Tecopress, Gerardo Cesaro, 57 anni, e alla Ursa, un' azienda di polistirolo espanso di Bondeno, Tarik Nauch, ed era un operaio marocchino di 29 anni.
Centinaia le famiglie che hanno trascorso la notte fuori dalle proprie abitazioni, in tende allestite dalla Protezione Civile o nelle palestre comunali tra brandine e pasti caldi serviti dalla Croce Rossa. "Ai 3 mila sfollati che avevamo calcolato inizialmente - spiega il capo della Protezione civile regionale, Demetrio Egidi all'Ansa- se ne sono aggiunti un'ottantina nel Ferrarese e circa 300 nel Bolognese. Poi ci sono quelli della provincia di Modena tra Finale Emilia, Mirandola e altri posti vicini". "Abbiamo bisogno di aiuto - è l'appello di Fernando Ferioli, sindaco di Finale Emilia." I centri di accoglienza sono già colmi e durante la giornata gli sfollati aumenteranno. So che la macchina organizzativa sta partendo, ma intanto qui scarseggiano le derrate alimentari".
Alla tragedia si aggiunge un'ulteriore emergenza, evidenziata oggi dalla Cgil di Modena e Ferrara, secondo la quale i posti di lavoro a rischio sono 5.000. "Siamo rimasti molto colpiti dal fatto che quattro vittime siano lavoratori che lavoravano quel sabato notte e quindi chiediamo che si verifichi se ci sono delle responsabilità. E se ci sono si perseguano" ha detto all'Ansa Giuliano Guietti, segeretario generale della camera del lavoro di Ferrara.
E sono ingenti anche i danni economici, oltre quelli alle persone e al ricchissimo patrimonio culturale e architettonico delle città colpite dal sisma.Da una prima stima effettuatra dalla Coldiretti, potrebbero ammontare a oltre 200 mln a causa dei crolli e degli animali in trappola. Danni anche per i magazzini del Consorzio che produce il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Ripercussioni, anche a lungo termine per gli allevamenti da latte - sottolinea la Coldiretti - le mucche che si sono salvate sono ancora sotto shock e agitate dalle continue scosse che rischiano di avere un effetto sulla produzione di latte.
Pesanti danni alle strutture degli allevamenti di maiali e mucche come a Mirandola nell'azienda Pradella e in altre due aziende di San Felice sul Panaro (MO) dove e' crollato il tetto dove erano custoditi i maiali, con diversi animali rimasti intrappolati sotto le macerie, mentre nella zona tra San Felice e Medolla e' crollato il tetto di un allevamento di mucche
"E' del tutto evidente che questo terremoto, come gli altri che verranno, non può gravare sulle spalle dei territori che vivono vicende così drammatiche", sottolinea il presidente della Regione, Vasco Errani, che all'ora di pranzo incontrerà a Marzaglia i sindaci delle aree interessate dal sisma. Con lui ci sarà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, che dovrà poi riferire al Consiglio dei Ministri convocato domani per dichiarare lo stato di emergenza per le zone dell'Emilia-Romagna colpite dal sisma.
Alcuni punti su cui bisognerà fare chiarezza è perchè nel nostro Paese, che è comunque a vari livelli di emergenza a rischio terremoti, si continua a costruire senza il pieno rispetto delle regole antisismiche o perchè si aspetta sempre la tragedia per effettuare i dovuti controlli.
Le indagini ci daranno tutte le risposte necessarie, ma è scontato che qualcosa non è andato come doveva se un capannone industriale è caduto come se fosse un castello di sabbia.
Gaia Gerbino
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