18 Giugno 2013

CGIA, il prelievo fiscale pesa di oltre la metà sulle retribuzioni lorde


            
     

CGIA, il prelievo fiscale pesa di oltre la metà sulle retribuzioni lorde“Sullo stipendio mensile di un operaio di 1.226 euro netti, l’azienda ne paga 2.241. Un impiegato con una busta paga netta di 1.621 euro costa al suo titolare 3.050”. Questo è uno dei dati che

emerge da un'elaborazione dell'Ufficio Studi della CGIA di Mestre. Il dato dell'Eurostat relativo alla pressione fiscale sul lavoro, attesta l'Italia, con il 42,6%, al primo posto in Europa. Anche l'organizzazione degli artigiani di Mestre conferma questo dato. Infatti, la CGIA ha misurato l’incidenza delle tasse e dei contributi previdenziali sullo stipendio medio di un operaio e di un impiegato italiano. Il risultato che ne deriva è che: “Il prelievo fiscale supera della metà gli stipendi e i salari lordi degli italiani”.

Nei due casi presi in esame, secondo l'elaborazione della CGIA, un operaio occupato nell’industria con un guadagno mensile netto di 1.226 euro, costa al suo titolare 2.241 euro. Quest'ultimo importo deriva dalla somma della retribuzione lorda (1.672 euro) e dal prelievo a carico del datore di lavoro (pari a circa 568 euro). Neppure per un impiegato la situazione sembra cambiare. A tal riguardo, con un guadagno mensile netto di 1.620 euro, il costo per il suo datore di lavoro è pari a 3.050 euro. Quest'ultima cifra deriva dalla somma della retribuzione lorda (2.312 euro) e dal prelievo a carico del suo titolare (738 euro).

“Bisogna abbassare il carico fiscale e contributivo sui salari e gli stipendi. Qualcosa il Governo Monti ha fatto, ma bisogna fare di più. Solo lasciando più soldi in tasca agli italiani abbiamo la possibilità di rilanciare i consumi. Il problema è che proprio questi ultimi sono troppo bassi. La crisi è molto pesante, soprattutto dal punto di vista occupazionale, anche perché continuano a calare i consumi. Meno si acquista, più si sta a casa. Più si sta a casa, meno si spende. Dobbiamo scardinare questo circolo vizioso per scongiurare di scivolare dentro una fase depressiva”. Questo è quanto dichiarato da Giuseppe Bortolussi, Segretario della CGIA di Mestre, con riferimento ai dati dell'Eurostat e dei risultati emergenti dalle elaborazioni dell'Ufficio Studi dell'organizzazione di Mestre.

Vito Campo

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