
Antonveneta: pena ridotta per Antonio Fazio, Fiorani, Consorte e Sacchetti, revoca confisca Unipol
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- Creato Martedì, 29 Maggio 2012 19:00
- di Marco Chinicò
- Categoria: Attualità
Pena ridotta. Questo è il responso del secondo grado di giudizio riguardanti il processo agli imputati coinvolti per la scalata all’Antonveneta.
L’ex Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, il primo degli indagati per questo scandalo finanziario e condannato in primo grado alla pena di quattro anni di reclusione, si è visto confermare la condanna, ma con una riduzione della stessa che da quattro passa a due anni e sei mesi. Riduzione di pena anche per gli ex vertici di Unipol, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. A quest’ultimi in primo grado erano stati inflitti tre anni di reclusione, ma per la Corte d’Appello dovranno stare in carcere per un anno e otto mesi. Il banchiere Gianpiero Fiorani, condannato a un anno e otto mesi dalla sentenza di primo grado, dovrà scontare la pena di un solo anno di reclusione. Assolto per non aver commesso il fatto il senatore del Pdl, Luigi Grillo e oltre a lui assolti anche gli altri imputati, accusati di far parte del gruppo dei suddetti bresciani e lodigiani. Anch’essi erano stati condannati in primo grado e tutti a un anno e otto mesi, ma ora posso festeggiare il proscioglimento da ogni capo d’accusa. Marcello Dordoni, Giuseppe Ferrari Aggradi, Luigi Gallotta, l’ex calciatore e allenatore Gianpiero Marini, Luigi Pacchiarini, Paolo Raimondi, Sergio Tamagni e Carlo Baietta, esultano per la loro ritrovata libertà.
Sentenza di non luogo a procedere: questo è quanto pronunciato dai giudici per Bruno Bertagnoli, condannato alla reclusione di un anno e sei mesi in primo grado. Sul fronte della responsabilità oggettiva a carico di Unipol, riduzione della pena pecuniaria che, da 900mila euro, passa a 230mila euro. Revocata invece la confisca di ben 39 milioni, una cifra che i giudici dell'appello non hanno considerato come il provento del reato. La società Nuova Parva, appartenente al gruppo Zunino, dovrà pagare anch’egli una pena pecuniaria che sarà di soli 100mila euro, rispetto ai 230mila inflitta dai giudici del primo grado. Per alcuni degli imputati in questione le pene sono state ridotte in quanto i giudici della Corte d’Appello hanno riconosciuto loro le attenuanti avanzate dai loro legali in sede dibattimentale mentre per gli assolti non sussistevano le prove sufficienti per confermare una condanna. Resta ora un terzo grado di giudizio, l’ultimo che con le sue sentenze metterà fine all'intera questione giudiziaria. Per Fazio, Fiorani, Consorte e Sacchetti e i loro legali non resta che giocare l’ultima carta per dare una sonora spallata ai capi d’accusa e alle sentenze dei primi due gradi di giudizio.
Marco Chinicò
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