
Expo 2015, Pisapia rimette incarico, deciderà dopo incontro con Monti
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- Creato Mercoledì, 13 Giugno 2012 10:01
- di sonia bonvini
- Categoria: Italia
Fino a lunedì mattina, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, era commissario straordinario all’Expo, mentre, Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, era, ed è, il commissario generale, con l’incarico di coordinatore e direttore dei lavori dell’Esposizione, poi, qualcosa è cambiato.
Ai giornalisti che ieri, dopo una riunione dell’Ufficio internazionale delle Esposizioni (BIE) sul tema EXPO2015, svoltasi a Parigi, chiedevano a Giuliano Pisapia se la decisione di dimissioni da commissario EXPO fosse revocabile o meno, il Sindaco di Milano rispondeva: "Non mi sono dimesso, ho lanciato un segnale d'allarme e una richiesta di maggiore attenzione al Governo. Ho messo a disposizione il mio incarico".
Pisapia dunque, conferma di non voler ritirare le proprie dimissioni da commissario per l’Esposizione, che erano state prima presentate in forma scritta al Governo con una lettera, e poi annunciate pubblicamente lunedì u.s. Il sindaco meneghino rimette così il mandato nelle mani del Premier Monti.
Giuliano Pisapia ha precisato “che non è questione di dimissioni o meno: o c’è da parte di tutte le istituzioni il massimo impegno per l’Expo o altrimenti ci sono dei rischi molto seri, che non possiamo permetterci di correre a quasi mille giorni dall’inizio della manifestazione”.
“Credo con convinzione nel progetto”, dichiara Pisapia, e la decisione di dimettermi è stata presa per “lanciare un allarme”, perché, "a parte gli sforzi realizzati a Milano, nel resto d’Italia il tema dell’Expo 2015 non è sentito quasi per nulla". Riferendosi alla vicenda dei terreni su cui dovranno essere edificate le strutture dell’Esposizione, Pisapia ha poi aggiunto: “ ho fatto tutto quello che dovevo fare”, mentre "è mancata una coordinazione tra Milano e Roma. Il problema – prosegue il sindaco - non riguarda le mie dimissioni, bisogna capire se ci sia l’impegno forte del governo ad andare avanti. I poteri commissariali sono importanti, ma io faccio il sindaco di Milano, non è detto che debba fare anche il commissario straordinario”. Pisapia, a chi lo accusa di volersi disfare di una grana risponde: "Io credo di avere fatto scelte coraggiose, anche con qualche discussione con i partiti che mi appoggiavano. Abbiamo risolto la questione dei terreni: sia l’Agenzia del territorio sia il tribunale ci danno ragione”.
In definitiva, il sindaco meneghino chiede una cosa: che venga individuato un “mister Expo” che si possa occupare a tempo pieno della questione.
A Milano dunque, tutto è fermo per il momento, in attesa che il governo dica la sua in merito. E i chiarimenti potrebbero arrivare già nella giornata di venerdì 15 giugno, quando Mario Monti dovrebbe presumibilmente incontrare Giuliano Pisapia.
Dopo le dichiarazioni e dimissioni di Pisapia da commissario dell’Expo, Mario Monti, ha diffuso una nota per rendere noto a tutti l’operato fin qui svolto dal governo e per chiedere al sindaco di Milano di ripensarci e mantenere il proprio incarico. Ma il sindaco resta irremovibile, e non cambia idea. Per “rafforzare ulteriormente l’azione del governo centrale”, Monti ha annunciato l’istituzione di un tavolo di coordinamento sull’Expo di cui faranno parte il Presidente del Consiglio, i viceministri Vittorio Grilli e Mario Ciaccia e i sottosegretari Paolo Peluffo e Marta Dassù.
Insieme con altri amministratori, Pisapia aveva anche chiesto al governo la possibilità di ottenere una deroga al patto di stabilità per un importo pari a circa 130 milioni di euro all’anno, da qui al 2015 per la realizzazione delle opere dell’Expo, che però, a causa della mancanza di “disponibilità utili al fine della copertura della richiesta di deroga” il governo ha respinto.
Resta ancora poco chiaro quanto i due Enti, Provincia di Milano e Camera di Commercio di Milano. dovrebbero versare. In principio dovevano essere circa 70 milioni di euro a testa, ma ora la Camera di Commercio sembra ne voglia versare solamente la metà, mentre per la Provincia, non si sa bene quanto verserà, e quando.
Roberto Formigoni in merito alla vicenda ha dichiarato: “Senza Pisapia la governance di Expo è zoppa, le manca una gamba, e la gamba di Formigoni non basta. Io e Pisapia garantivamo un equilibrio politico. Ora chi mi mandano al posto di Pisapia, una gamba di legno? Non mi presterò a operazioni di facciata, non voglio mentire ai cittadini ai quali finora ho garantito che si procede bene. Mi riservo di valutare la situazione”.
Revoche, dichiarazioni e note del Governo a parte, il problema principale c’è e resta, quasi un rebus che non trova soluzioni: per Expo 2015 servono almeno altri 10 miliardi di euro per le infrastrutture che stentano ad arrivare. Sono soldi pubblici, che non ci sono. Il reperimento dei fondi rimane uno dei temi cruciali per organizzare, secondo quanto stabilito, Expo 2015.
S.B.
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