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22 Maggio 2013

Crisi, la nuova ricetta di Monti: vendere “i gioielli di famiglia”


               
     

Crisi, la nuova ricetta di Monti: vendere “i gioielli di famiglia”

Subissato da critiche per l'eccessivo zelo nel tartassare i cittadini con tasse sempre più pesanti, Mario Monti ha deciso di cambiare rotta, scegliendo una nuova ricetta per la crescita: la dismissione di parte del patrimonio pubblico, soprattutto regionale e locale.

Lo ha annunciato lo stesso presidente del consiglio Mario Monti da Berlino, a margine della cerimonia di premiazione “Responsible Leadership Award”, parlando di un progetto già in fieri che l'esecutivo sta mettendo a punto: “Non solo non escludiamo la cessione di quote dell'attivo del settore pubblico, ma la stiamo preparando e presto seguiranno degli atti concreti”, ha precisato il premier nel corso della conferenza stampa successiva al ritiro del premio.

“Abbiamo predisposto – ha spiegato Monti da Berlino - veicoli, fondi mobiliari e immobiliari, attraverso i quali convogliare in vista di cessioni, attività del settore pubblico, prevalentemente a livello regionale e comunale”. Insomma, il premier ha optato per la vendita di beni pubblici, stretto tra l'incudine del rigore tedesco e il martello dei partiti, furenti contro la politica della Cancelliera. Non a caso ieri, al vertice di maggioranza di Palazzo Chigi, i leader di partito hanno unanimamente espresso il loro sostegno al Governo, pretendendo, però, l'uso del “pugno duro” e la richiesta di misure di crescita.


Ottimismo- Nel suo intervento, tenuto nel corso della premiazione di Mario Monti, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha elogiato il presidente del Consiglio italiano: “Sono convinto – ha detto il ministro - che tu sia il leader giusto al posto giusto nel momento giusto”. “L’Europa ha bisogno di un’Italia forte e del successo delle tue riforme”, ha aggiunto, arrivando a sostenere persino che “L'Italia potrà avere una ripresa economica nel 2013”. Il tenore dell'ottimistica previsione poi, non poteva che essere ricalcato anche dal “Professore”, il quale ha tentato di assicurare Italia, Europa e mercati finanziari sostenendo che “Non occorrerà una seconda manovra quest'anno, ma l'azione di disciplina sui conti pubblici dovrà procedere”.

La nuova ricetta di Monti, insieme a una spending review che dovrebbe far risparmiare circa 5 miliardi nel 2012 e altri 8-9 nel 2013, scongiurerebbe - secondo il premier - la necessità di una nuova manovra di risanamento. E in seguito? Cosa consegneremo ai posteri? Un'Italia ancora indebitata, con patrimonio decurtato? Dove sta la crescita, in assenza di carburante che metta in moto il Pil? La nuova strategia montiana sembra più una soluzione forzata (e di breve termine) che una metodologia raffinata. Sarebbe come risollevare un bilancio familiare imponendo ai suoi membri di non spendere denaro e cominciare a vendere gioielli e beni di famiglia. Che risanamento è mai questo? Non si chiama piuttosto “tirare a campare”?

Enza C. Guagenti

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