24 Maggio 2013

G20: Le nuove promesse fanno rialzare le Borse, mercati sempre ballerini e altalenanti


               
     

G20: Le nuove promesse fanno rialzare le Borse, mercati sempre ballerini e altalenantiMercati a gonfie vele, mercati al ribasso, un inizio di giornata positivo, una fine così così o tragica. Borse ballerine e altalenanti. Ormai ci abbiamo fatto il callo, per dirla con un’espressione nostrana molto maccheronica, ma indubbiamente il sol pensiero che il tanto temuto spread possa a un tratto schizzare alle stelle ci fa venire pelle d’oca e capelli dritti.

Le promesse, i buoni propositi usciti fuori dal G20 di Los Cabos in Messico, fanno ben sperare per il futuro, ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, un oceano. Intanto però le principali piazze d’Europa, dopo il rialzo ottenuto all’indomani del voto greco e il repentino ribasso alla luce di un futuro ellenico ancora incerto, riescono a recuperare percentuali e qualche punto. Piazza Affari, la piazza borsistica milanese più conosciuta d’Italia, guadagna l’1,6%, Londra è a +1,1%, Parigi ottiene un +0,5% mentre Francoforte si assesta sul +0,6%. In Spagna i titoli di stato, sia quelli a 12 che quelli a 18 mesi, sono quotati sui 3 miliardi di euro: i Bonos oggi sono al 5,074% mentre i tutti i titoli a 18 mesi sono quotati al 5,107%. Lo spread, il noto differenziale fra Bpt e Bund a dieci anni si è assestato sotto i 450 punti, scendendo dopo la rapida risalita nel corso della giornata di ieri.

G20: Le nuove promesse fanno rialzare le Borse, mercati sempre ballerini e altalenantiCalo della borsa in Germania: l’indice tedesco Zew è sceso a -16,9 punti e un brusco risveglio ce l’ha avuto anche Tokyo:
l’indice Nikkei è a -0,75% e il Topix a -0,56%. Una frenata causata molto dall’incertezza degli investitori nipponici, diventati sempre più insicuri dopo la forte crisi delle banche spagnole, una crisi ancora esistente e dalle prospettive di risoluzione non immediate. Calo anche per il petrolio: 82,94 dollari è il prezzo a barile del Wti petrol mentre il Brent è quotato 95,89 dollari a barile. L’unico a non subire particolari contraccolpi è l’oro, valutato circa 1.628,7 dollari l’oncia. Ora basta con le parole, servono i fatti: solo l’entrata in vigore delle tanto invocate riforme strutturali e la conseguente fine del lungo periodo di recessione, riporteranno splendore e sorrisi nei mercati internazionali.

Marco Chinicò

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