
Incontro Berlusconi-Monti: Pdl, "L'importante che Monti porti da Bruxelles risultati"
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- Creato Martedì, 26 Giugno 2012 19:09
- di Marco Chinicò
- Categoria: Politica
Giornata di consultazioni per il Presidente del Consiglio, Mario Monti. L’attuale Premier prova a ricucire il rapporto con il Popolo della libertà. Pranzo-lavoro con il leader storico del Pdl, Silvio Berlusconi, l’attuale segretario Angelini Alfano e l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Alfano è categorico e invia al governo questo messaggio: “E’ l’ultima volta che ci adeguiamo, ora l’importante è che il Presidente Monti torni da Bruxelles con dei risultati”.
Berlusconi parla di ddl lavoro e tematiche europee; ai giornalisti dice espressamente il partito voterà coeso la riforma del lavoro anche se non né condivide alcuni punti, sposando appieno il parere dell’attuale Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Sul fronte europeo il Cavaliere, alla luce di quanto Monti gli ha riferito, parla di un senso d’indeterminatezza assoluta e si chiede cosa possa accadere se l’operato della Bce non bastasse per trovare una soluzione utile a sconfiggere la crisi economica ed espressamente dice: “C'è un orientamento su una misura che potrebbe prevedere un intervento della Bce e del fondo salva-Stati per acquistare i titoli pubblici dei Paesi con uno spread troppo alto, ma solo per gli Stati virtuosi. Allo stato attuale Spagna, Grecia e Portogallo sarebbero escluse mentre l'Italia sarebbe inclusa”. Sulla Germania, l’ex Premier affonda: “Non sarebbe un male se la Germania uscisse dall'euro visto che la sola Germania è contraria alla Bce come banca di ultima istanza”. Berlusconi assicura la piena fiducia all’esecutivo, ma non esclude un ritorno anticipato alle urne, un fatto giudicato dall’Europa pro-Montiana catastrofica, un’ipotesi indubbiamente traumatica anche per gli italiani che si ritroverebbero di nuovo a dover scegliere un nuovo parlamento, in un clima dove non regna di certo la certezza politica.
Monti alle 19 dovrebbe incontrare il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il quale interpellato dai microfoni dice: “Mi auguro che dal Consiglio Europeo possa emergere qualcosa di concreto, altrimenti sarebbe guai seri per l’intera Ue, ma anche per la Germania”. Le attenzioni del Professore sono tutte concentrate sul Consiglio Europeo; un appuntamento delicato, particolare, un summit da lui definito dai contenuti difficili e ribadisce l’importanza di un Parlamento italiano unito e che sostenga quanto il governo attuale presenterà sul tavolo e agli occhi degli altri capi di stato e di governo dei restanti 26 paesi. Rimandato a dopo le due giornate di Bruxelles il faccia a faccia con il leader Udc, Pierferdinando Casini, ma fra Monti e lo stesso Casini ci sarebbe stata già una telefonata dove l’intero partito cattolico e di centro conferma il pieno appoggio all’esecutivo, senza se e senza ma. A Monti non resta che prepararsi alla partenza; il Premier e il suo governo stanno per affrontare un altro esame di maturità. L’Italia farà la sua parte, ma in ambito europeo le decisioni importanti e vitali si prendono con unità, coesione e visto il grande ostacolo di nome Merkel, i poteri del Premier Monti per una buona riuscita del summit sono molto limitati. Cambiare la testa, il modo di pensare di un altro leader è molto di più di una semplice impresa.
Marco Chinicò
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