
Riforma del Lavoro: la Fornero sostiene il diritto al lavoro ma non al posto
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- Creato Mercoledì, 27 Giugno 2012 17:19
- di Redazione CorriereInformazione
- Categoria: Lavoro
La Riforma del Lavoro mira ad incrementare il mercato del lavoro, aumentare la competitività e stimolare la crescita di Know how da parte di aziende e dipendenti.
… e “That includes youth, who need to know a job isn't something you obtain by right but something you conquer, struggle for and
for which you may even have to make sacrifices”.
Questo è quanto dichiarato dal Ministro Fornero al Wall Street Journal. Per coloro i quali non conoscono l’inglese la traduzione letterale è: “questo include i giovani, che devono sapere che un (posto di) lavoro non è qualcosa che si ottiene di diritto ma qualcosa che devi conquistare, faticare e per il quale potresti dover fare anche dei sacrifici".
Il significato giuridico di questa affermazione va ricavato dall’Articolo 4 della Costituzione (La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto) e sulla sentenza della Corte Costituzionale datata 1965 e 2006 nel quale si ribadisce che il diritto al lavoro non si traduce automaticamente nel diritto a conseguire e mantenere un determinato posto di lavoro bensì nell’opportunità che viene offerta al cittadino.
Il diritto al lavoro rappresenta una conferma alla democrazia poiché tutti, qualora ne abbiano le competenze, hanno la possibilità di “essere nobilitati e liberi”.
Il Governo, dunque, sta tentando un’opera di “educazione civica” spiegando agli italiani che va modificato l’atteggiamento nei confronti del proprio impiego. Bisogna abbandonare lo spauracchio della flessibilità e l’ancora del posto fisso per entrare in un nuovo sistema nel quale non bisogna mai abbandonare la formazione professionale e si può cambiare lavoro ottenendo anche benefici migliori.
“Questa riforma non è perfetta, ma é buona, soprattutto per quelli che entrano nel mercato del lavoro" dichiara il Ministro del Welfare ma, nonostante sia stata votata la fiducia alla Camera il testo non è stato esente dalle critiche.
Tra gli oltre 70 voti contrari e i quasi 30 astenuti si alza il coro di voci di chi ribadisce con forza l’importanza della formazione dei giovani al fine di dotarli delle competenze adatte a soddisfare la domanda del mercato del lavoro. “Bisogna tener presente la situazione specifica dei giovani nell'elaborazione delle strategie di flessicurezza e definire, altresì, misure a breve termine nei piani di rilancio per promuovere l'integrazione dei giovani nel mercato del lavoro, nonché misure strutturali che tengano conto dei giovani. Investire nei giovani è fondamentale per il futuro del Paese, è importante garantire loro un'occupazione adeguata e di alta qualità."
Raffaele Bonanni, segretario Cisl si mostra contrario su tutta la linea e, oltre all’assenza di ammortizzatori sociali aggiunge lapidario: "questa riforma non risponde a quello che si era detto dall'inizio, e cioé che da queste norme ci sarebbero stati più posti di lavoro".
Marcella Sardo
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