19 Giugno 2013

Parlamento, ferie a rischio: onorevoli sul piede di guerra.


            
     

Nella storia della Repubblica potrebbe esserci la prima crisi di governo, causa ferie. Questa la minaccia, neanche tanto velata,del capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ieri rivolgendosi al ministro per i rapporti

con il Parlamento, Piero Giarda, si è così’ espresso: “Io ve lo dico, se ci volete far stare qui fino al 13 agosto, sono problemi vostri. E il problema è che, poi, ve la dovete trovare da soli una maggioranza".

Sono dieci i decreti già in calendario ed altri tre sono in arrivo da votare ad inizio agosto. In totale i provvedimenti del governo che quest'estate impegneranno i parlamentari saranno 13. Un vero e proprio tour de force che sovraccarica di lavoro Montecitorio e metterebbe a rischio le ferie dei parlamentari .

In risposta alla battuta di Cicchitto, Gianfranco Fini, Presidente della Camera rassicura: "dato l'alto numero di decreti in scadenza, i lavori potranno continuare anche ad agosto e, se necessario, anche lunedì e venerdì, ed in notturna". Insomma, garantisce l’impegno dei parlamentari. Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, è anche più deciso nelle affermazioni: "Altro che vacanze! Per me si può rimanere alla Camera anche a Ferragosto!". Più cauto, Pierluigi Bersani, segretario del Pd, che non accetta l’ondata di antipolitica scatenata contro le ferie dei parlamentari e assicura: “Qui c'è gente che non ha paura di lavorare. Ci sono dei decreti, dei provvedimenti, e lavoreremo ad agosto finché c'è da lavorare. Ma c'è un limite a tutto. Abbiamo tutti una famiglia che ha diritto di stare due giorni con il padre o la madre
Dopo le battute polemiche del capogruppo Pdl alla Camera, il ministro Piero Giarda che dellea dichiarazione di Cicchitto era il destinatario prova a stemperare gli animi dichiarando: "Nessun intento polemico, né mio né di Cicchitto. Conoscendoci da tanti anni, quando parliamo a volte lo facciamo in termini scherzosi". Più tardi arriva anche la precisazione dello stesso Cicchitto che chiarisce il tono della dichiarazione. Secondo il capogruppo Pdl nessuna paura di lavorare ad agosto, ma dichiara: “ Tredici provvedimenti in un mese sono molti. Un numero inusitato che intasa la Camera ed impedisce ai partiti di presentare i loro disegni di legge, come quello sulle intercettazioni, rendendo il Parlamento subalterno al Governo".
Il caso comunque non è passato inosservato nella rete dove si sono scatenate le ondate antipolitiche contro la perla di Cicchitto che minaccia la caduta del governo Monti. In un periodo di crisi economica, di rischio di caduta dell’euro, di disoccupazione alle stelle, di continua richiesta di sacrifici agli italiani, di prelievo fiscale a livelli record, l’uscita di Cicchitto è sembrata davvero fuori luogo.

Riccardo Guagenti

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