
Timoshenko: Monti richiama l’Ucraina ai diritti di civiltà
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- Creato Lunedì, 02 Luglio 2012 16:28
- di Redazione CorriereInformazione
- Categoria: Politica
I leader europei avevano mostrato immediatamente la loro contrarietà in merito all’incarcerazione di Julia Timoshenko, ex primo ministro Ucraino, accusata di aver firmato accordi per le forniture del gas svantaggiose per il proprio paese e contro il parere del
suo Governo.
La vicenda in Tribunale non ha ancora avuto un epilogo e nelle ultime due udienze l’eroina della “rivoluzione arancione” non era presente in aula per problemi di salute.
In un primo momento, l’ipotizzata mancanza di diritti civili, aveva messo in discussione anche la sede degli Europei di Calcio – la finale, appunto, è stata a Kiev – o la partecipazione dei leader politici alle competizioni sportive. Il presidente ucraino Viktor Yanukovich aveva invitato i leader europei a separare “lo sport dalla politica” e presenziare alle partite di calcio.
Euro 2012, alla fine, si sono svolti come da programma ma il premier italiano Mario Monti e il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, in occasione della finale dei campionati di calcio, hanno unito “l’utile al dilettevole” inviando una missiva a Yanukovich chiedendo di incontrare l’ex leader.
La richiesta è stata accolta da grande entusiasmo dalla figlia dell’imputata, Evgenia Tymoshenko, che ammette di aver sperato che le “forze democratiche” europee si muovessero in favore dei prigionieri politici in Ucraina. La ragazza vede questa richiesta con grande ottimismo perché rifiutare l’incontro con la loro “ex collega” equivarrebbe a uno “sgarbo” nei confronti dei governi italiano e spagnolo. I popoli d’Europa dovrebbero essere uniti da comuni valori democratici e la richiesta altro non è che un rafforzamento dello stato di diritto.
Il Premier italiano ha dichiarato di avere “colto l'occasione per dire al presidente ucraino quanto l'Italia e l'Europa tengano al progresso nel campo dei diritti umani. Non c'era ragione nel non venire a Kiev. È stata l'occasione per richiamare l'Ucraina a doveri di civiltà”.
Il gesto di Mario Monti è stato condiviso anche dal panorama politico italiano; Stefano Pedica, vice presidente della Commissione Affari Europei e componente della Commissione Affari Esteri al Senato; ha dichiarato che "la lettera inviata da Mario Monti e dal premier Mariano Rajoy al presidente ucraino Viktor Yanukovich, vero carnefice della Tymoshenko, con la richiesta di poter incontrare l'eroina della Rivoluzione Arancione, è il minimo sindacale che ci asp ettavamo dal nostro presidente del consiglio, quasi un atto dovuto prima di assistere placido dalla tribuno d'onore alla finale europea. I diritti umani non si ricordano solo in occasione di grandi eventi sportivi, rischiando così, una volta spenti i riflettori, di fare ripiombare le intenzioni nel vuoto. Mi pare un modo insensato di gestire la nostra politica estera. La leader dell'opposizione ucraina è stata maltrattata, incarcerata con l'accusa di abuso di potere senza alcuna prova. Fin dagli inizi dei campionati europei, l'Unione Europea aveva consigliato, per lanciare segnali diplomatici, di evitare d'inviare delegazioni di alto livello in Ucraina. Chiaramente i nostri leader non hanno seguito i consigli dell'Europa, infatti Monti ha in programma anche l'incontro con esponenti di regimi europei poco democratici, come Lukashenko. Non basta scrivere una lettera a quattro mani per lavarsi la coscienza su una soluzione di pace". conclude il senatore.
Marcella Sardo
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