
Concordia, il giallo della scatola nera: in avaria prima del naufragio?
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- Creato Martedì, 03 Luglio 2012 13:17
- di Michela Magrini
- Categoria: Cronaca
Sono passati sei mesi dal naufragio della Costa Concordia, ma continuano ancora ad emergere nuovi dettagli sull’incidente. L’ultima notizia emersa, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, riguarda il sistema di sicurezza della nave. I periti avrebbero riscontrato che alcuni sistemi di controllo della nave non erano funzionanti dal 9 gennaio, ben quattro giorni prima
dell'incidente che provocò la morte di 32 persone. Inoltre, la Concordia viaggiava con le porte stagne aperte e con mappe non "approvate".
La scatola nera- Il Corriere ha citato i verbali relativi alla perizia degli esperti chiamati dal tribunale di Grosseto ad esprimersi sulle possibili cause del naufragio, del 4 aprile scorso. Si tratta dell'anomalia molto grave, in quanto non ha consentito ai consulenti nominati dal giudice di Grosseto di analizzare il naufragio nei minimi dettagli, rendendo di fatto impossibile una ricostruzione esatta di quanto accadde durante il disastro del 13 gennaio. Dalle 23.36 di quella sera, infatti, la scatola nera dell'imbarcazione non ha più registrato alcun dato. Per valutare quanto accaduto, i periti hanno dovuto lavorare su informazioni incomplete e particolari contenuti solo nel computer di servizio.
In sostanza, dunque, andando più nel dettaglio, quello che manca sono proprio tracce "certe" sulle fasi cruciali dell'incidente e soprattutto dell'abbandono della nave, di cui non esiste alcuna registrazione. Il computer di servizio però è un mezzo accessibile e quindi il materiale acquisito potrebbe anche in qualche modo essere stato "lavorato".
E ancora, dalle mail acquisite dai pubblici ministeri che indagano sul comportamento del comandante Francesco Schettino e sulle eventuali responsabilità dei vertici di Costa Crociere, risulta la segnalazione di un guasto il 10 gennaio e la decisione di intervenire per la riparazione il 14 gennaio, secondo quanto concordato con la ditta che si occupava della manutenzione, quando la nave fosse arrivata al porto di Savona. Ma la Concordia finì il suo viaggio il giorno 13 davanti all'isola del Giglio.
La replica di Costa- L'azienda nel frattempo, sempre sulla base di quanto riferisce il Corriere, replica alle accuse: “La scatola nera aveva segnalato solo un codice d'errore che non significava assolutamente che l'apparecchio Vdr non funzionasse”. “Non c'è norma o convenzione internazionale che prescriva che in una situazione del genere la nave non possa navigare”.
Costa Crociere ha fornito anche alcune precisazioni riguardo alla tenuta e al funzionamento delle porte stagne della Concordia, e l'idoneità delle carte nautiche. Per quanto riguarda le porte stagne, che sarebbero state aperte per problemi al sistema di controllo, Martec, “non ci risulta che i dati presenti nel VDR supportino questa affermazione, come verrà chiarito al termine dell'attuale fase procedimentale”.
A proposito delle carte nautiche non approvate e non idonee, Costa afferma che “La nave era equipaggiata con tutte le carte nautiche, cartacee ed elettroniche, necessarie per l'effettuazione dell'itinerario previsto, come verrà dimostrato al termine dell'Incidente Probatorio. È compito del comandante in base al piano di viaggio che lui stesso stabilisce, accertarsi che la nave sia dotata di ogni ulteriore carta nautica. Ma ciò che più giova ricordare è che la nave non avrebbe mai dovuto navigare così vicina alla costa”.
Ora comunque sarà compito della magistratura stabilire se e in che misura le nuove informazioni cambino il quadro che si era delineato fino a oggi e quanta differenza facciano sul piano delle responsabilità.
Michela Magrini
Vedi anche Concordia, iniziati i lavori preliminari per la rimozione. Le immersioni al Giglio (video)
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