
Confindustria Sicilia contro Lombardo: una serpe in seno con Venturi e Vecchio?
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- Creato Mercoledì, 18 Luglio 2012 10:16
- di Redazione CorriereInformazione
- Categoria: Regioni ed Enti Locali
La Sicilia rischia il default, Monti chiede chiarimenti al Governatore della Sicilia e Lombardo si toglie qualche “sassolino dalla scarpa” puntando il dito contro chi ha finto di ignorare o, peggio, ha sostenuto una disfatta senza considerare il
fatto che gli interessi politici dovevano essere accantonati per il bene comune.
“I veri nemici” Lombardo li identifica non con la crescente crisi o le difficoltà nella burocrazia farraginosa ma in “Confindustria, Udc e Cisl”; un controsenso dato che due dei sui Assessori sono stati raccolti proprio dalle fila dell’associazione degli industriali quando Marco Venturi, Assessore alle Attività Produttive era Presidente della Piccola Industria Confindustria Sicilia e Andrea Vecchio, Assessore alle Infrastrutture e Mobilità, era presidente ANCE Catania.
"C'è un attacco spietato all'autonomia, un attacco spietato che parte soprattutto dall'Udc che non vede l'ora di rimettere le mani sulla Sicilia che ha governato per molti anni, dal 2001 al 2008. Oggi l'Udc vorrebbe riconquistarsi una verginità” ha dichiarato il Presidente ormai prossimo alle dimissioni.
“Ci troviamo davanti a una campagna mediatica mirata alla delegittimazione e fondata su dati palesemente mistificati e funzionali a interessi politico lobbistici” dichiara il Presidente della Regione.
Confindustria Sicilia e Cisl (“che non fa altro che amplificare le parole di Confindustria”) attaccano duramente Lombardo e il suo piano che, con l’eccesso di spesa (la certificazione della Corte dei Conti ha confermato un ammanco di circa cinque miliardi di euro nelle casse regionali) per la formazione e i termovalorizzatori ha portato la Sicilia quasi al fallimento.
"Ma non mi dicano i rappresentanti di quel partito – continua il governatore -, sia nazionale che regionale, che non sapevano cosa succedeva in Sicilia perché sappiamo che lo sapevano e chiaramente lo diremo ai quattro venti durante la campagna elettorale che quando sarà il momento di farla sarà molto, molto interessante".
Il problema, forse, è stato quello di “allevare serpi in seno” e, con i due assessori tecnici, Raffaele Lombardo desiderava estirpare quei problemi di clientelismo e burocrazia farragginosa che, alla fine, ha avuto ugualmente contestato proprio da chi doveva abolirli.
“La Sicilia sull'orlo del crac? Io penso di sì". Questa è stata la dichiarazione chock di Andrea Vecchio come risposta all’intervista di Ivan Lo Bello. “Ho accettato l'incarico da assessore in maniera provocatoria, per mettere le mani dentro e capire perché la Sicilia non funziona. Non funziona perché ogni cosa in questa regione si muove in funzione del clientelismo e del voto di scambio. […] Come se i cittadini delle isole fossero figli di un Dio minore. La condizione della Sicilia è veramente al collasso, si sono sprecate risorse per foraggiare clientele, non si sono fatti investimenti. Noi camminiamo sulla rete stradale realizzata dai Borboni, ogni tanto si sistema una buca, si allargano una curva e un dosso ma è la rete stradale dei Borboni".
Il Governo centrale chiede la “morte dell’autonomia ma – continua Lombardo nelle sue argomentazioni -. La sola verità è che abbiamo avviato una rivoluzione che non sta bene agli apparati, al potere centrale, ai padroni di oggi ed ai nostalgici di ieri. Ma noi andremo avanti per difendere gli interessi dei siciliani finchè Dio vorrà".
Lombardo, dunque, sceglie di dimettersi “per consentire agli elettori di esercitare il diritto democratico di scegliere un nuovo governo e un nuovo parlamento” ma non abbandona la scena politica e promette di continuare ad adempiere a quel ruolo per il quale è stato eletto dai suoi conterranei e cercare di rimettere in pari i conti che, anche a causa del Governo centrale, non riescono a quadrare: “Se il governo centrale – conclude - desse le risorse che spettano all'Isola, diverse centinaia di milioni di euro, non avremmo problemi di liquidità neppure oggi: le anticipazione di fondi fas, la premialità della sanità che non ci viene trasferita”.
E, dopo lo sfogo, il Presidente della Regione Sicilia chiede un incontro a Palazzo Chigi per poter discutere vis-à-vis con Mario Monti delle problematiche dell’isola e fornire “tutti gli elementi utili a dimostrare la sostenibilità della finanza regionale”.
Marcella Sardo
Vedi anche:
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