
Legge elettorale: scontro Pd-Pdl, Alfano: "Dicano sì alle preferenze", Bersani: "Uovo di giornata"
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- Creato Giovedì, 26 Luglio 2012 09:01
- di Marco Chinicò
- Categoria: Politica
Scontro. L’unica parola per definire il clima che si respira dentro Palazzo Montecitorio quando si parla di legge elettorale. E’ presto ancora parlare di un’intesa fra il Partito Democratico e il Popolo della Libertà, ma viste le distanze ancora presenti allo stato attuale rimane ferma la convinzione che le parole intesa o accordo siano solo un miraggio.
La distanza fra Pd e Pdl è sul tipo di legge elettorale che si vuole: il partito democratico ribadisce ancora una volta la necessità di restituire al cittadino il diritto di scegliersi il parlamentare che vuole, ma lo stesso segretario del Pd tende a precisare: “Questo è un uovo di giornata. Ieri sera il messaggio era diverso, ora aspetto domani mattina perché siamo al settimo-ottavo messaggio diverso. Non abbiamo mai demonizzato le preferenze, ma poi quando si arriva in campagna elettorale ci sono i costi. E' un meccanismo che contiene dei rischi maggiori di un meccanismo basato sui territori”. Sul premio di maggioranza Bersani dichiara: “Ci deve essere un ragionevole ma sensibile premio di governabilità affidato al primo che arriva, che sia una lista o liste collegate”.
Il Pdl invita il Pd a dire sì alle preferenze, all’elezione diretta di deputati e senatori e l’intesa ci sarà, lo stesso segretario Pdl precisa quali sono i due punti che ancora mantengono viva la distanza fra i due partiti: “Noi vogliamo il premio di maggioranza al primo partito e chiediamo che ci siano le preferenze, loro viceversa preferiscono i collegi e il premio alla coalizione”. Lo scontro sulla legge elettorale arriva all’indomani del sì del Senato alla riforma istituzionale che introdurrebbe il semipresidenzialismo alla francese. Non poteva mancare una domanda ad Alfano su un’eventuale candidatura di Berlusconi al Quirinale se la riforma dovesse passare anche alla Camera, ma il segretario taglia corto affermando che la scelta del futuro presidente spetta al popolo e non alla segreteria del partito. Sulla legge elettorale intervengono anche il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini e il Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Casini invita l’Italia a discutere su un eventuale sistema proporzionale alla tedesca e non nasconde un suo grande timore ovvero quando non si arriva a un’intesa evidentemente si ha la ferma intenzione di andare avanti con il porcellum mentre Fini promuove una revisione del bipolarismo, un sistema nato nel 1994, vissuto fino ad oggi, ma che non può andare avanti: “Il bipolarismo si preserva con una legge elettorale di un certo tipo ma anche con la consapevolezza che non c'è nulla di scandaloso se in momenti di crisi si lavora insieme per uscirne”.
Marco Chinicò
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