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24 Maggio 2013

Emilia Romagna, chiesto rinvio a giudizio per il presidente della Regione Vasco Errani


               
     

 Emilia Romagna, chiesto rinvio a giudizio per il presidente della Regione Vasco ErraniDalla Procura di Bologna arriva per il governatore Vasco Errani la richiesta di rinvio a giudizio per falso ideologico in merito all’inchiesta, condotta anche dalla Guardia di Finanza, che coinvolge la cooperativa guidata all'epoca dei fatti dal fratello Giovanni. Dopo Roberto Formigoni e Nichi Vendola, anche il presidente dell’Emilia Romagna cade quindi nel mirino della

 magistratura. A formulare la richiesta il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso e la pm Antonella Scandellari. Secondo quanto riporta il "Corriere di Bologna "la richiesta della Procura, arrivata nei giorni scorsi nel più assoluto riserbo, attende ora il vaglio del giudice per l'udienza preliminare che presumibilmente arriverà non prima dell'inizio dell'autunno".

L’accusa- Terremerse, cooperativa di Bagnacavallo (Ravenna) ottenne nel 2006 dalla Regione un finanziamento di un milione di euro per la costruzione di una cantina vinicola a Imola. Secondo l’accusa però tale finanziamento pubblico è stato ottenuto indebitamente perché al 31 maggio 2006, termine ultimo per completare i lavori e rispettare i paletti previsti per l'erogazione, lo stabilimento non era ancora ultimato, nonostante quanto sostenuto dalla cooperativa stessa.

Errani (da alcune settimane ricopre anche l'incarico di commissario straordinario per la ricostruzione dopo il terremoto che ha colpito l'Emilia) risponde quindi di falso ideologico in concorso con i funzionari regionali Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, accusati anche di favoreggiamento, per la relazione spedita in Procura nell'ottobre 2009, a pochi giorni da un articolo apparso su Il Giornale che accusava il governatore di aver favorito il fratello. Proprio quella difesa scritta, nella quale si dà atto della correttezza della procedura seguita dai suoi uffici, ha messo in difficoltà il governatore, il quale però non è stato mai coinvolto nell'inchiesta sul finanziamento stesso.

L’inchiesta sul finanziamento- Oltre alle accuse che riguardano il governatore, la vicenda giudiziaria Terremerse si incentra anche su un altro filone. Riguardo alla concessione del finanziamento da un milione di euro che secondo la Procura si basava su un presupposto falso, erano stati indagati per truffa il progettista dello stabilimento di Imola, Gian Paolo Lucchi, il direttore dei lavori e responsabile della sicurezza Alessandro Zanotti e un altro funzionario regionale, Aurelio Selva Casadei, collaboratore del servizio aiuti alle imprese della Regione. A questi si aggiunge Giovanni Errani, anch’egli indagato per truffa e falso.

Le dichiarazioni di Errani- Errani ha scoperto di essere indagato all'indomani della conclusione delle indagini preliminari lo scorso 16 marzo, mentre a metà giugno si è fatto interrogare dai magistrati in gran segreto, ma non li ha convinti. Vasco Errani si è comunque sempre difeso affermando di aver saputo solo dopo anni che quei soldi erano per la coop di suo fratello."Mi presenterò davanti al giudice con piena fiducia, perché così si chiarirà che non ho commesso alcun reato. Sono certo di ciò che ho fatto e faccio da presidente di Regione e non ho mai favorito o sfavorito qualcuno", ha detto Errani dopo la richiesta di processo.

La difesa- Per il suo avvocato, Alessandro Gamberini, "la Procura ha compiuto un grave errore, la richiesta di rinvio a giudizio di Errani in assenza di elementi che ne giustifichino il fondamento desta sorpresa e sconcerto". E’ convinto che davanti al giudice si chiarirà tutto. Il legale ricorda che "appena è sorto il sospetto di una presunta irregolarità il presidente Errani ha fatto subito un esposto in Procura. L'indagine dunque è nata grazie al suo esposto, e se ora si dice che si voleva ingannare la Procura siamo nel paradosso. Ci si aspetterebbe dalla Procura un esercizio più prudente dell'azione penale, prima di procedere mettendo in difficoltà l'esercizio di un'alta funzione pubblica".

Le reazioni- Dalla parte di Errani si è subito schierato il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci: "Il governatore è una persona di onestà cristallina. Metto molto volentieri la mia faccia e la mia reputazione vicino alla esemplare onestà di Errani". Al contrario, il consigliere regionale del Movimento cinque stelle Giovanni Favia ha dichiarato che se Errani sarà rinviato a giudizio dovrà dimettersi: "Dovrebbe farlo a tutela del lavoro che sta svolgendo come commissario straordinario” per l'emergenza terremoto. Un incarico “per il quale è necessaria tutta la forza, l'impegno e la serenità che, se coinvolto in un processo, rischia di non poter dare”.

Michela Magrini


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