
Morto Loris D'Ambrosio, consigliere giuridico di Napolitano
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- Creato Giovedì, 26 Luglio 2012 19:55
- di Michela Magrini
- Categoria: Politica
Loris D’Ambrosio, consigliere giuridico del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è morto improvvisamente, stroncato da un infarto, intorno alle 15,30 di oggi. Aveva 64 anni. Nelle ultime settimane il suo nome era venuto alla ribalta per le intercettazioni con l'ex ministro Nicola Mancino relative all'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia.
Anche se non si conoscono ancora le reali cause che hanno portato al decesso, le pressioni a cui è stato sottoposto potrebbero aver inciso, dal momento che soffriva già da tempo di problemi cardiaci.
Campagna violenta e irresponsabile- Il Presidente della Repubblica , che ha confermato la notizia della sua scomparsa, ha replicato duramente al riguardo: "atroce è il rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all’amministrazione della giustizia del nostro Paese. Mi stringo con infinita pena e grandissimo affetto alla consorte, ai figli, a tutti i famigliari e al mondo della magistratura e del diritto".
Prezioso collaboratore- Napolitano lo ha definito poi "prezioso collaboratore mio come già del mio predecessore". E ancora: "Per lunghi anni ha prestato alla Presidenza della Repubblica l’apporto impareggiabile della sua alta cultura giuridica, delle sue molteplici esperienze e competenze di magistrato giunto ai livelli più alti della carriera".
Servitore dello Stato- "Egli è stato infaticabile e lealissimo servitore dello Stato democratico, impegnato in prima linea anche al fianco di Giovanni Falcone nel costruire più solide basi di dottrina e normative per la lotta contro la mafia, così come è stato coraggioso combattente della causa della legalità repubblicana contro il terrorismo. In tutte le collaborazioni che da magistrato ha esplicato al servizio delle istituzioni di governo e infine presso la più alta magistratura dello Stato, ha guadagnato generali riconoscimenti e attestati di stima non solo professionale ma innanzitutto morale".
Carriera- D’Ambrosio era nato a Isola del Liri il 12 dicembre 1947, è diventato magistrato della Cassazione dopo essere stato prima pretore a Volterra e poi, dal 1979, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma. Nel maggio 2006, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo aveva nominato suo "Consigliere per gli Affari dell'Amministrazione della Giustizia" e direttore dell'Ufficio che cura tali Affari, per il Capo dello Stato.
Reazioni- La morte improvvisa di D’Ambrosio suscita molte reazioni, accomunate dallo stupore e dal dolore. Cordoglio da vari esponenti dei partiti e dai rappresentanti delle Istituzioni. Il ministro dell Giustizia Paola Severino dichiara: "Apprendo con profondo dolore e costernazione della morte del consigliere Loris D'Ambrosio, uomo delle istituzioni, magistrato e studioso di diritto. Ci lascia un servitore dello Stato che ha anteposto fino all'ultimo il senso del dovere alla difesa della sua persona. In molti lo abbiamo stimato e apprezzato negli anni per le sue doti di lealtà istituzionale, mai venuta meno e dimostrata anche quando, nei più difficili momenti, ha deciso di esprimerla in un rispettoso e sofferto silenzio".
Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, a nome dell'intero Consiglio Superiore della Magistratura, "partecipa al lutto della famiglia e delle Istituzioni per la prematura e improvvisa scomparsa del dottor D'Ambrosio". E dichiara ancora: "La perdita del dottor D'Ambrosio lascia un vuoto incolmabile sia per i rapporti umani che lo legavano a molti di noi, sia per la straordinaria professionalità che ci verrà a mancare". La notizia della sua morte è arrivata durante la riunione del plenum, che è stato interrotto per osservare un minuto di silenzio.
Antonio Di Pietro, tra i più attivi nel chiedere chiarezza sulla trattativa tra Stato e Mafia, afferma: "Esprimiamo cordoglio e rispetto per la morte improvvisa del dottor Loris D'Ambrosio ma respingiamo con fermezza al mittente ogni strumentalizzazione che ne viene fatta, quasi a voler far credere che la colpa sia di chi ha criticato il suo operato e non di chi ha tentato di sfruttare il suo ruolo". Pier Ferdinando Casini invece "invita a riflettere sulle ingiuste sofferenze che l'uomo ha patito in queste ultime settimane”. Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ricorda, come il lavoro di D'Ambrosio abbia rappresentato "un elemento essenziale nella fluidità del rapporto tra il Quirinale, le istituzioni e le parti attive del Paese". Massimo D'Alema, ricorda "un uomo che ha servito le istituzioni con straordinaria lealtà, competenza e passione".
Michela Magrini
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