
Parto Cesareo, Exit: garantire l’ossigenazione del bebè ancora dentro l’utero
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- Creato Martedì, 31 Luglio 2012 17:28
- di Redazione CorriereInformazione
- Categoria: Salute
Anno 2012: le nuove tecnologie avanzano ma i ginecologi e gli ostetrici continuano a suggerire il parto “naturale” come la prassi più indicata e meno traumatica per mettere al mondo un nuovo individuo.
Talvolta, però, capitano delle complicazioni e il nascituro rischia la vita se non, addirittura, la perde durante il momento espulsivo. Il parto cesareo diventa in questo caso l’unica soluzione da adottare ma nemmeno in questo caso vi è l’assoluta certezza di salvezza.
Per ridurre al minimo – dal 56 - 60% all' 8 - 10% – questa dolorosa statistica negli anni ’90 negli USa è stata messa in pratica la tecnica “Exit” per garantire l’ossigenazione del bambino già dall’inizio del parto.
Una sperimentazione ancora poco affrontata in Europa e cheche sarà accolta al Policlinico Gemelli e l’ospedale Bambino Gesù di Roma, strutture nelle quali sono stati già effettuati con successo due interventi.
“Exit” prevede la partecipazione all’operazione chirurgica di 15 operatori che, alternandosi riescono ad estrarre parzialmente il neonato dall’utero prima ancora del distacco della placenta (organo che provvede all’ossigenazione del feto) e intubarlo fino al completamento del parto evitando qualsiasi procedura d’urgenza per la respirazione.
Tale prassi, che così descritta può sembrare invasiva o aggressiva, è considerata di vitale importanza soprattutto nei casi in cui il nascituro presenta delle disfunzioni nelle vie aeree.
Soddisfatto il direttore del Gemelli Maurizio Guizzardi che dichiara: “Questa è la prova che si può fare innovazione anche senza gravare sui costi questa alleanza con il Gemelli è una buona notizia per Roma e per l'Italia".
Leonardo Caforio, Dirigente medico Patologia ostetrica e ginecologica del Policlinico Gemelli e Responsabile ambulatorio di Fisiopatologia fetale del Bambino Gesù ritiene che: " il valore più profondo della procedura Exit applicata a questi casi di gravi patologie malformative congenite risiede proprio nel fatto che è in grado di offrire una scelta e una concreta speranza a tante coppie di futuri genitori proiettati bruscamente in una dimensione di angoscia e di disperazione, in una fase della vita, la gravidanza, che dovrebbe essere solo motivo di felicità e serene aspettative".
Non poteva certo mancare il commento del Governatore della Regione Lazio, Renata Polverini, che sul fronte della sanità ha affrontato e superato diverse criticità: - ''Il Centro Exit dimostra ancora una volta l'eccellenza della sanità nel Lazio: l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e il Policlinico Agostino Gemelli colmano una lacuna dell'intero sistema assistenziale italiano, costituendo una risorsa per tutte quelle famiglie che si trovano a fronteggiare la drammatica diagnosi di un problema congenito già durante la gravidanza e che grazie a questa soluzione organizzativa, senza oneri aggiuntivi per le casse regionali, possono tornare a sperare''.
M.S.P.
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