
Monti attacca Berlusconi: con lui al Governo lo spread sarebbe arrivato a 1200
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- Creato Martedì, 07 Agosto 2012 17:01
- di Redazione CorriereInformazione
- Categoria: Politica
“Chi la fa l’aspetti” recita un antico detto popolare messo in pratica dal Pdl a seguito dell’intervista rilasciata dal Premier Mario Monti al Wall Street Journal.
"Se il precedente governo fosse ancora in carica ora lo spread italiano sarebbe a 1.200 o qualcosa di simile" ha dichiarato al celebre quotidiano americano, una dichiarazione che a detta del partito del Cavaliere è falsa e per lo più priva di fondamento.
Il pacato Professore che per anni è rimasto nel team europeo senza creare clamore sui giornali adesso sta rilasciando un’intervista dopo l’altra lasciando dietro di sé una scia di commenti e di “rumore”.
L’intervista in questione pare sia stata rilasciata lo scorso mese e stamattina è stata già prontamente commentata dall’ex ministro Renato Brunetta: “Per la storia, invece, basti ricordare che con il governo Berlusconi sono state varate manovre per 265 miliardi, rispetto ai 65 miliardi del governo Monti, e che l'unica riforma che l'esecutivo tecnico ha fatto è stato l'ultimo miglio di quella delle pensioni, con la polpetta avvelenata degli esodati, mentre l'altra, quella del mercato del lavoro, è stata giudicata male sia dagli investitori sia dalla stampa anglosassone. Per tutte queste cose mi rifiuto di credere che quella al Wsj sia una vera intervista: preferisco pensare a un colpo di sole, non si sa di chi”.
Dopo le interviste di questi ultimi giorni, insomma, le previsioni – speranze di SuperMario di arrivare fino al 2013 sembrano sempre più fondate su sabbie… mobili e non si esclude che il Pdl possa cominciare a ostacolare l’operato del governo così come già fanno Lega e Idv.
Il problema che al momento attanaglia l’Italia, indebolisce i mercati e fa innalzare lo spread è determinato dall’alto debito pubblico e da un debole governo dell’eurozona.
Leggendo meglio l’intervista e non ci si sofferma sulla singola frase si comprende che il premier tecnico non intendeva attaccare l’ex leader bensì fare una previsione su dati oggettivi: se in pochi mesi lo spread è salito da 150 punti a 550 in altrettanti si sarebbero toccate punte di 1200. La necessità di dare vita a un governo tecnico, del resto, è stata dettata proprio da questo timore e i parlamentari dovrebbero comprendere che l’affermazione non era accusatoria bensì poggiata su previsioni economiche.
La buona fede del premier tecnico si può vedere anche nelle sue azioni. Questa mattina è stata diffusa una nota dalla Presidenza del consiglio nella quale si legge che “Mario Monti, come ha chiarito in un colloquio telefonico con il Presidente Silvio Berlusconi, è dispiaciuto che una banale e astratta estrapolazione di tendenza di valori dello spread, che era contenuta in un colloquio di ampio respiro con il WSJ, sia stata colta come una considerazione di carattere politico, il che non rientrava per nulla nelle sue intenzioni”.
Potrebbe essere vero ma non è che Mario Monti sta assaporando il piacere della poltrona di Palazzo Chigi e intende “operare” per risanare il Paese e restare in quel posto?
Marcella Sardo
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