
Fini impantanato in un nuovo scandalo: le "vacanze" della sua scorta
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- Creato Lunedì, 13 Agosto 2012 10:30
- di Enza Guagenti
- Categoria: Politica
Dopo lo scandalo di Montecarlo, un'altra insidiosa vicenda scuote “casa Fini” spingendo il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri a chiedere chiarimenti sulla scorta del presidente della Camera Gianfranco Fini e “un'approfondita relazione
sulle modalità del dispositivo di sicurezza” al capo della polizia Manganelli.
La drastica decisione assunta dal Ministero nasce dall'Inchiesta di “Libero”, che accusa il leader di Fli di sprecare i soldi dei cittadini per crogiolarsi al mare insieme alla sua famiglia e alla scorta. In particolare, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro parla di una prenotazione di 9 stanze in un albergo di Orbetello – per il costo complessivo di 80mila euro – destinate ad accogliere la scorta del Presidente per due mesi. “Libero”, così, formula una domanda chiara e precisa a Fini: “Chi pagherà le spese di alloggio dei bodyguard?”.
Ma il Presidente della Camera non si scompone più di tanto e piuttosto che arrovellarsi a trovare una qualsivoglia spiegazione, usa il metodo della querela – già usato in relazione alla vicenda della villa di Montecarlo lasciata in eredità al partito di Fini e poi caduta nelle grinfie arraffatrici del cognato Tulliani -, limitandosi ad accennare appena una risposta alle accuse: “Le modalità per garantire la sicurezza della mia persona in ragione della carica istituzionale ricoperta sono decise autonomamente dai competenti organismi del ministero degli Interni, anche in base a norme di legge. Dal giorno in cui sono stato eletto Presidente della Camera ad oggi non ho mai chiesto, né tanto meno ho mai usufruito di servizi diversi, e men che meno privilegiati e di favore, rispetto a quelli decisi in base alle loro valutazioni dagli uffici della Polizia di Stato a ciò preposti”, ha spiegato Fini, minacciando una querela. Non a caso, ha subito aggiunto: “Ho preventivamente informato di questa nota il ministro degli Interni, dottoressa Cancellieri, che ringrazio per la sensibilità dimostrata, e ho dato mandato, a tutela della mia onorabilità, di adire le vie legali nei confronti di Libero”.
Da Fli si fa subito quadrato attorno a Gianfranco Fini, con il vicepresidente Italo Bocchino pronto a “sbranare” Belpietro: “La campagna di libero contro il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è l'inevitabile conseguenza del ritorno in campo di Silvio Berlusconi, con il recupero di quella 'macchina del fango' che tanti danni ha fatto alla politica italiana - dice - . Sorprende anche che a guidare la nuova campagna diffamatoria sia lo stesso Maurizio Belpietro scortato a spese dei contribuenti e la cui scorta fu protagonista di un falso attentato che doveva servire alla promozione della sua scorta”.
Da Storace, invece, giunge un cinguettio contro il leader di Fli, lanciato attraverso il famoso social network: “Da Fini toppa peggiore del buco: requisire stanze rimaste vuote per mesi è o no uno spreco? Non risponde, querela”.
Enza C. Guagenti
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