28 Novembre 2014
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Trasformazione del rapporto in part-time: non si può licenziare in caso di rifiuto del lavoratore


            
     

Trasformazione del rapporto in part-time: non si può licenziare in caso di rifiutoLicenziare un lavoratore non è così facile come si potrebbe pensare e la giurisprudenza tutela i dipendenti da eventuali abusi del datore di lavoro.

Il Codice sottolinea la necessità di sussistenza di un “giustificato motivo” che riguardi o il comportamento della persona assunta o della situazione aziendale.
Con la sentenza n.14833 emessa ieri dalla Corte di Cassazione – sezione penale – è stata stabilita l'illeggitimità di licenziamento nel caso in cui il dipendente rifiuti di trasformare unilateralmente il rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time.

Il D.lgs., n. 61/2000 prevede la trasformazione del rapporto di lavoro in part – time (se non previsto a monte alla costituzione del contratto stesso) ma non l'imposizione da parte del datore di lavoro di una modifica stabilita in modo unilaterale.

Il divieto ad utilizzare lo “ius variandi” in modo unilaterale è spiegato nell'articolo n.5 del citato decreto legge:"Il rifiuto del lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, non costituisce giustificato motivo di licenziamento ...".

Il principio sul quale poggia questo criterio giuridico ha radici comunitarie che prevedono la volontarietà della libera scelta da parte del lavoratore del regime di orario più adatto alle sue esigenze personali, seppur compatibilmente con le esigenze aziendali.

Il datore di lavoro, nel caso in questione, non è riuscito a fornire una prova valida che giustifichi il licenziamento: la scarsa flessibilità dimostrato non è da considerarsi un comportamento manchevole del dipendente, requisito fondante del licenziamento.

Differente il caso in cui il datore di lavoro fosse riuscito, nell'onere probatorio l'inutilità della presenza del lavoratore per l'intero arco della giornata lavorativa; le disponibilità economiche dell'azienda, l'impossibilità di impegare il lavoratore all'interno dell'organizzazione stessa.

Marcella Sardo


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Commenti  

 
0 #2 Raffaele Maiuri 2012-09-06 14:54
Spero, che ci sia una legge che possa difendere, questi abusi, causando danni morali e materiali ad un lavoratore.Sono stato un operaio modello, sia per gli orari, e quato riguarda il mio lavoro svolto per la ditta,ed in questi anni non o perso un giorno, sempre puntuale,e poi ti licenziano.
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0 #1 Raffaele Maiuri 2012-09-05 21:59
dopo due anni e mezzo con contratti a tempo determinato mi buttono fuori assumendo nuovo personale senza rispettare la mia anzianità sulla ditta,ultimo contratto è stato di 11 mesi continuati,ades so mi trovo senza lavoro è giusto questo
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