
Salone Internazionale del Libro: attesa per Saviano
- Creato Sabato, 18 Maggio 2013 16:35
- di nicla cardellicchio
- Categoria: Libri - E book
Al Salone Internazionale del Libro di Torino proseguono gli incontri letterari con le penne più importanti del panorama internazionale nell'ambito letterario, giornalistico e artistico. In questo evento, dedicato quest'anno alla creatività, i lettori hanno l'occasione di farsi autografare i libri dai loro autori preferiti.
Giovedì è stata la giornata dello scrittore cileno Luis Sepulveda, ieri i lettori hanno incontrato Valerio Massimo Manfredi e oggi grande attesa per l'arrivo al Lingotto di Roberto Saviano che presenterà il suo ultimo libro "Zero Zero Zero" Scorrendo il programma delle iniziative, da un reading a una conferenza, da una tavola rotonda a una presentazione, c'è davvero l'imbarazzo della scelta tra le mille proposte del Salone del Libro 2013.
Andiamo a scoprire cosa offre il programma per sabato 18 maggio 2013. Grandi firme, ovviamente, tantissimi argomenti – i più svariati – e un omaggio alla figura di un grande poeta e cantante recentemente scomparso: Lucio Dalla.
Ecco dunque alcuni dei grandi ospiti del Salone del Libro 2013, che potrete vedere e ascoltare nella giornata di sabato 18 maggio 2013:
10:30 Sala Azzurra: Mons. Vincenzo Paglia presenta il suo nuovo libro "A un amico che non crede";
11:00 Sala Gialla: Incontro con Mauro Corona;
11:00 Auditorium: Dialogo con Umberto Veronesi e Giovanni Reale;
11:30 Sala blu: Lectio magistralis di Gian Arturo Ferrari;
12:30 Sala blu: Omaggio ad Alexsandr Solzenicyn;
12:30 Auditorium: David Grossman presenta il suo nuovo libro "Caduto fuori dal tempo";
14:00 Auditorium: "La mia Grecia" con Vinicio Capossela;
15:30 Auditorium: Incontro con Roberto Saviano;
16:00 Sala Rossa: Dialogo con Paolo Flores d'Arcais e Vito Mancuso;
16:00 Sala Gialla: Omaggio a Lucio Dalla, con Marco Alemanno;
17:00 Sala Gialla: Incontro con Eugenio Scalfari;
18:00 Sala Gialla: "Il giallo della Sala Gialla" con Donato Carrisi;
19:00 Sala Blu: Incontro con Alberto Asor Rosa;
19:30 Auditorium: Serena Dandini presenta il suo libro "Ferite a morte. Letture sceniche e dialoghi sul femminicidio";
19:30 Sala Gialla: Reading di brani di Pablo Neruda, Gabriela Mistral e Nicanor Parra in compagnia di Luis Sepulveda;
21:00 Sala Gialla: Incontro con Vauro e Lella Costa
Nicla Cardellicchio
Greenpeace e Cile: due presenze importanti al Salone Internazionale del Libro di Torino
- Creato Giovedì, 16 Maggio 2013 10:40
- di nicla cardellicchio
- Categoria: Libri - E book
Oggi si apre il sipario di una delle manifestazioni più amate dagli appassionati di lettura. Quella del Salone del Libro è una tradizione che va avanti dalla prima edizione del 1988. Il Salone è la più grande libreria della comunità italofona e dell'intera area culturale del Mediterraneo. Una vetrina dove gli editori piccoli e medi hanno la stessa visibilità dei grandi marchi e dove anche l'editoria locale può farsi conoscere oltre i confini del proprio territorio. Un immenso scaffale nel quale il grande pubblico può incontrare il libro in tutte le sue forme. I titoli più belli e curiosi, i volumi introvabili e le ultime novità, e-book, audiolibri, fumetti, multimedia. Dopo i numeri da record fatti registrare nella passata edizione, anche quest'anno gli organizzatori hanno rinnovato le proposte per poter ripetere il successo. Il paese d'onore per l'edizione 2013 è il Cile. La conferma è arrivata dall'ambasciatore del Cile in Italia, Oscar Godoy, in un incontro a Roma con il presidente del Salone Rolando Picchioni e il direttore editoriale Ernesto Ferrero. La candidatura del Cile era già stata proposta già qualche anno fa e arriva a quarant'anni dal colpo di Stato di Pinochet e dalla morte di Pablo Neruda. Quella cilena è sempre stata una letteratura costretta ad essere militante, a misurarsi spavaldamente con la realtà, a difendere i propri spazi, a battersi contro emarginazioni e repressioni, ad affrontare la via dell'esilio. Eppure è prio in questo clima di nomadismo sono nati gli scrittori cileni famosi in tutto il mondo come Marcela Serrano e Isabel Allende, presenze femminili molto attese alla fiera. Il «notturno cileno», per riprendere il titolo di uno dei libri più fortunati di Bolaño, è diventato un punto di riferimento, un'esperienza in cui riconoscersi. Al Lingotto sono attesi anche Luis Sepúlveda e Antonio Skármeta; il drammaturgo Gaston Salvatore, lo scrittore, regista e attore Alejandro Jodorowsky; Jorge Edwards, Premio Cervantes, che è anche diplomatico e giornalista, e ha raccontato la storia dell'architetto italiano Gioacchino Toesca, architetto del settecentesco Palazzo della Moneda. Ci saranno anche Roberto Ampuero, un altro esule che ha vissuto a lungo in Europa e negli Stati Uniti, attualmente diplomatico; gli scrittori di romanzi Arturo Fontaine e Oscar Bustamante; altri scrittori quarantenni interessati ai nuovi linguaggi con proposte che guardano oltre il territorio locale, capaci di mettersi in relazione con le problematiche del mondo globale. Greenpeace diffonde oggi a Torino, alla prima giornata delSalone internazionale del Libro, la nuova versione della classifica "Salvaforeste", che valuta la sostenibilità del settore dell'editoria italiano per quel che riguarda la carta utilizzata, e offre i primi dati del sondaggio che chiede l'opinione dei lettori sulla carta riciclata.La carta riciclata è prodotta dalla raccolta differenziata, non abbatte gli alberi, consente di risparmiare sul consumo di energia e acqua e di ridurre le emissioni di CO2. Nonostante questo, molti editori rifiutano la carta riciclata per la stampa, sostenendo che questa carta rende i libri meno leggibili e quindi sgraditi al pubblico. Giunti ha peraltro dimostrato che è possibile puntare su questo tipo di carta per le produzioni di un grande gruppo editoriale. In solo un anno, haavviato la stampa di ben 45 collane in carta riciclata e, per i prodotti che non ne permettono l'utilizzo, si è impegnata a utilizzare solo carta certificata dallo standard FSC® (Forest Stewardship Council), l'unico sistema di certificazione al momento in grado di garantire la tutela delle foreste. La classifica "Salvaforeste", che Greenpeace aggiorna dal 2010, ha spinto i maggiori editori ad adottare misure di controllo della propria filiera per evitare che la carta utilizzata provenga dalla deforestazione e a puntare sempre di più sull'utilizzo di carta certificata FSC. In questa direzione si è mosso, ad esempio, il Gruppo Mondadori, che ha preso con Greenpeace l'impegno di aumentare l'utilizzo di carta FSC nei propri volumi nell'arco di tre anni e ha adottato una politica di acquisto della carta che ne esclude la provenienza da fonti controverse. Anche il Gruppo RCS si è aperto al dialogo con Greenpeace, attivandosi per controllare la propria filiera della carta. Grazie a questo, entrambi passano alla fascia verde chiaro in classifica, la seconda in ordine d'importanza. Per conquistare il primo posto della classifica "Salvaforeste", gli editori devono impegnarsi ad aumentare l'utilizzo di carta riciclata, quella che non taglia neanche un albero e che i lettori, secondo i primi risultati del sondaggio di Greenpeace, preferiscono. Nicla Cardellicchio
Premio Strega 2013: tra i candidati "Cate, io" di Matteo Cellini
- Creato Lunedì, 06 Maggio 2013 19:07
- di nicla cardellicchio
- Categoria: Libri - E book
Tra i candidati al Premio Strega 2013 vi è un giovane molto bravo, Matteo Cellini classe 1978, nato a Urbino ma vive e lavora ad Urbania dove insegna lettere in una scuola media. Cate, io (Fazi 2013) è il suo primo romanzo.
Leggi tutto...IMMORAL-TG : la più grande minaccia per la ripresa morale, sociale ed economica del nostro Paese: fermiamola!
- Creato Martedì, 14 Maggio 2013 09:30
- di Redazione CorriereInformazione
- Categoria: Comunicazione e Marketing
Care e cari lettori, sapete che è mia usanza scrivere direttamente a voi e alla vostra capacità critica e oggi spero di catturare la vostra attenzione nel farvi soffermare sul più grande nemico della ripresa
Premio Strega 2013: tra i candidati "Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi" di Gaetano Cappelli
- Creato Sabato, 04 Maggio 2013 10:40
- di nicla cardellicchio
- Categoria: Libri - E book
Sono Marina Valensise e GianArturo Ferrari a presentare al Premio Strega 2013 "Romanzo Irresistibile della mia vita vera", Marsilio editore, di Gaetano Cappelli.
Leggi tutto...Coca-Cola: arrivano le lattine personalizzate, al via la campagna contro l’obesità
- Creato Venerdì, 10 Maggio 2013 17:30
- di Michela Magrini
- Categoria: Comunicazione e Marketing
Una campagna di marketing senza marchio, stop agli spot indirizzati agli under 12 e infine una campagna contro l’obesità. E’ quanto si propone di fare la Coca-Cola, in occasione del suo 127esimo
Premio Strega 2013, tra i candidati "Atti Mancati" di Matteo Marchesini
- Creato Venerdì, 03 Maggio 2013 17:54
- di Anastasia Biancardi
- Categoria: Libri - E book
Matteo Marchesini, nato a Castelfranco Emilia, apre una libreria di letteratura italiana contemporanea a Bologna, che gestirà dal 1999 al 2003. La sua passione per la scrittura lo vede sbocciare come poeta e poi
Premio Strega 2013: tra i candidati "Nessuno sa di noi" di Simona Sparaco
- Creato Venerdì, 10 Maggio 2013 16:40
- di nicla cardellicchio
- Categoria: Libri - E book
Nessuno sa di noi è un romanzo difficile, ruvido, dolente, irto di spine che si conficcano nell'anima del lettore. Incentrato su un tema delicato e poco dibattuto in Italia (l'interruzione terapeutica di gravidanza), con uno stile essenziale e senza nessun moralismo, fa luce sulle oscurità più profonde dell'animo umano in materia di maternità, di identità, di perdita e riconquista di sé. Simona Sparaco, scrittrice e sceneggiatrice, è nata a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha poi frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della scuola Holden di Torino. Per Newton Compton ha pubblicato i romanziLovebook e Bastardi senza amore, tradotto anche in lingua inglese. Vive tra Roma e Singapore. Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di "sesso a comando", di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo "corto". Ha qualcosa che non va. "Nessuno sa di noi" è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola. In questo periodo storico i recessi dell'utero materno sono di grande attualità, per nostra fortuna: stanno crollando i tabù e tanti valevoli romanzi stanno facendo conquistare gli onori della cronaca a scelte scomode, mute, che fino a poco tempo fa erano retaggio esclusivo dell'intimo femminile. Una decisione traumatica, di cui la seconda parte del romanzo racconterà gli strascichi. La splendente Luce è ormai spenta (la sua rubrica è abbandonata), il granitico Pietro è distante e neanche una vacanza ai Caraibi può ricompattarli. Ma forse il riscatto si nasconde dietro all'accettazione della nuova sé, dietro alla lettura dei tanti pareri delle anonime madri mancate trovati nell'oceano del web,in un viaggio a ritroso, che è per Luce una sorta di compenso per una vita spesa a illuminare quella degli altri con le proprie parole. Nessuno sa di noi è un romanzo ricco e complesso, la cui parte più riuscita è sicuramente la seconda, anche se ad alcuni lettori potrà sembrare la meno incalzante: la sua struttura non è perfettamente orchestrata, ci sono molti flashback (la cui funzione è di costituire un cambiamento di ambientazione, il più delle volte raccontando momenti topici dell'infanzia di Luce), non tutti pertinenti. Eppure alcuni sottointrecci sono decisamente riusciticome la sofferenza silenziosa e sconosciuta di Pietro, l'imperfetta madre di Luce (che chiede sempre soldi e la critica perché non è sposata), la drammatica situazione della nonna - simile a quella di tante nostre nonne - un involucro bisognoso di cure, completamente avulso dal mondo. Ma il messaggio più potente, che riscatta questo libro dai suoi perdonabili difettucci di struttura, è la proprietà salvifica della lettura, che rinfranca e fa sentire chi legge meno solo. Un'altra nota positiva è la volontà di non impartire lezioni: la scelta della protagonista è sua e basta, va metabolizzata, ma non è l'unica via, come dimostrano le tante testimonianze di altre donne sul web (anch'esse citate nel romanzo).In definitiva, un romanzo potente, efficace, diretto, che salta a piedi uniti su un nervo scoperto: lo fa in un modo non del tutto perfetto, ma funziona e arriva dritto allo scopo. Snellito di qualche lungaggine di troppo, poteva uscirne un capolavoro. Ecco un estratto delle prime pagine: Siamo tutte qui.Ognuna con il proprio trofeo, più o meno in evidenza, e la cartella clinica sottobraccio. Tutte ordinatamente sedute, come a scuola per un richiamo dal preside. Qualcuna sfoglia una rivista, con l'espressione vaga e compiaciuta di chi sa che la passerà liscia. Qualcun'altra, invece, se ne sta a testa bassa, con le mani serrate in un intreccio nervoso. Come se dietro quella porta color pastello ci fosse davvero la minaccia di un'espulsione. Siamo tutte madri nell'attesa di un'ecografia. Una di loro mi chiede di quante settimane sono, io le rispondo a malapena e Lorenzo mi dà un calcio. Sembra voglia ricordarmi che non sono più sola, che d'ora in avanti devo sforzarmi di diventare più socievole anche per lui. Soltanto in questa sala d'attesa si potrebbero contare sette possibili futuri compagni di giochi. E poi rimane così, con il piede puntato sotto il mio sterno. Lo immagino con il broncio e la stessa mia tenacia di quando mantengo il punto. Del resto, sono ventinove settimane e due giorni che non faccio altro. Lavorare di fantasia. Pietro mi siede accanto. Ogni volta indossa il maglione a scacchi verde e blu, quello del giorno della laurea, con i pelucchi e i fili che pendono da tutte le parti. Dice che è un fatto scaramantico. Sta guardando le ecografie precedenti, dalla transnucale alla morfologica, magari cercando, in quell'intricato gioco d'ombre, il suo naso o la mia bocca, il taglio d'occhi di sua madre, che sembra uscita da un film muto, o la forma del viso di mio nonno, il partigiano, che aveva un sorriso così fiero. Intanto io rifletto sulla scelta del colore che ho appena dato alle pareti della nuova cameretta. Alla fine non è venuto fuori quell'azzurro sfumato in una gradazione di grigio che avevo visto la prima volta su un catalogo francese e che mi era piaciuto tanto, questo, appena asciugato, è diventato finto, un azzurro da film in technicolor anni cinquanta. Chissà perché sono sempre così insignificanti i pensieri, un attimo prima dell'impensabile. È il mio turno. Dallo studio esce una giovane donna. È sola, sul ventre un gonfiore appena accennato. Lo sguardo esitante ma già carico di promesse. La dottoressa si affaccia sulla soglia e mi fa cenno di entrare. «Prego.» Mi alzo e la raggiungo. Pietro mi segue in silenzio. La salutiamo entrambi con un mezzo sorriso impaziente. «Luce, come sta?» domanda, chiudendoci la porta alle spalle. «Come una grossa incubatrice» rispondo con uno sbuffo ironico. «Lo sa che da quando ho scoperto la sua rubrica, mi sono abbonata al settimanale?» Nicla Cardellicchio Vedi anche: Premio Strega 2013: i 12 candidati alla 67esima edizione
I fenomeni della moda: l'interpretazione psicologica tra persona e abito
- Creato Venerdì, 03 Maggio 2013 12:32
- di Raffaella Locascio
- Categoria: Comunicazione e Marketing
Un contributo dell’analisi psicologica utile alla costruzione di un sistema moda deve partire dalla premessa che l’oggetto d’analisi è la relazione tra "persona" e "abito". Tale analisi considera sia il rapporto tra
Premio Strega 2013: tra i candidati "Le colpe dei padri" di Alessandro Perissinotto
- Creato Giovedì, 09 Maggio 2013 16:44
- di nicla cardellicchio
- Categoria: Libri - E book
Alessandro Perissinotto ci regala un'altro romanzo travolgente, di quelli da cui non ci si riesce a staccarsi facilmente. "Le colpe dei padri", edizione Piemme è stato presentato al Premio Strega 2013 da Gianluigi Beccaria e Eva Cantarella. Docente presso l'Università di Torino e autore di diversi saggi, Alessandro Perissinotto approda alla narrativa nel 1997 con il romanzo poliziesco L'anno che uccisero Rosetta (Sellerio), al quale fanno seguito La canzone di Colombano e Treno 8017 (Sellerio, 2000 e 2003). Nel 2004 pubblica per Rizzoli il noir epistolare Al mio giudice (Premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa Italiana), seguito nel 2006 da Una piccola storia ignobile (Rizzoli), un'indagine della psicologa Anna Pavesi, che torna anche in L'ultima notte bianca e L'orchestra del Titanic. Nel 2008 la riflessione sul poliziesco si sviluppa anche in forma saggistica con La società dell'indagine (Bompiani), mentre la sua produzione narrativa evolve verso il romanzo politico con Per vendetta (2009). Le sue opere sono state tradotte in numerosi paesi europei e in Giappone. Collabora inoltre con La Stampa di Torino e con Il Mattino di Napoli. "Le colpe dei Padri" è un romanzo nel quale si fondono molteplici elementi, tanto da renderlo oltre che un racconto di fiction anche una profonda e ben radicata riflessione sulla nostra storia, sia presente che passata. Guido Marchisio, è un uomo di successo, separato, che vive con una donna molto più giovane di lui in una casa lussuosa al centro di Torino. E' dirigente di un'azienda multinazionale, per la quale è impegnato a stabilire, basandosi su una lista, quali operai licenziare e quali mandare in cassa integrazione, secondo quella logica economica e aziendale che è tanto familiare alle industrie di oggi. Una logica che nasce dalla crisi e dalla volontà di ridurre il personale per fronteggiare l'economia che sta cambiando. Guido vive la sua vita tranquillamente, in pace con se stesso, convinto che non gli manchi nulla: ha una famiglia, i genitori, una presenza femminile a scaldargli le notti e un incarico di grande rilievo che lo tiene impegnato e lo rende l'uomo che è, pieno di soddisfazioni e di sicurezza. Fino a quando, un giorno, in un bar come tanti altri non incontra un uomo che lo scambia per un certo Ernesto Bolle, rivelandogli che costui ha i suoi stessi occhi, ossia ognuno di un colore diverso e lo stesso neo sotto ad uno di essi. Guido rimane profondamente colpito da quella rivelazione che presto diventerà un'ossessione, minando per sempre quella pace apparente in cui la sua vita sembrava sprofondata. Chi è Ernesto Bolle? Questa domanda lo tormenterà per lungo tempo e permetterà alla storia di tornare indietro, alla nostra storia che vedrà protagonista non solo più la Torino industriale degli anni 2000 ma anche quella degli anni '70, in cui Guido Marchisio è cresciuto e ha conosciuto fino in fondo. Gli anni '70, gli anni della rivolta, degli scontri di piazza, delle lotte nelle fabbriche fino a raggiungere l'apice della violenza e della criminalità con l'avvento del terrorismo e delle brigate rosse e delle loro vittime innocenti. I licenziamenti di allora somigliano così tanto a quelli di oggi, così come le scritte sui muri e gli atti vendicativi e di protesta che gli operai riservano alla stessa auto del protagonista quando la incendiano e la imbrattano di letame. Il passato ritorna prepotentemente nel presente, nella vita di ognuno di noi e non solo in quella di Guido, che scoprirà che Ernesto da bambino aveva vissuto nel quartiere povero di Falchera e che era proprio come lui fisicamente e basta questa conferma ad insinuargli il dubbio di essere lui stesso Bolle e di aver vissuto una vita piena di inganni e bugie. Attraverso la vicenda del protagonista, lo scrittore ci riporta nei vecchi quartieri torinesi dove in passato ardeva la lotta e in qualche modo questo richiamo crea una sorta di legame con il nostro presente, testimoniandoci che nonostante anche oggi ci siano le stesse dinamiche e sofferenze, manca un elemento fondamentale che rende ogni battaglia persa in partenza ed è il protagonismo. Quello di allora manca, mentre non mancano i giochi di potere, le lotte civili e quelle violente, perché nonostante tutto, nel libro di Perissinotto, prendono spazio anche coloro che alla forza hanno contrapposto la forza, che hanno preso le armi in mano e hanno sparato. Qui di seguito le prime pagine del libro Le colpe dei padri di Alessandro Perissinotto, candidato al Premio Strega 2013. Questa storia inizia con un pugno in faccia e fi nisce con un colpo di pistola, o viceversa, a seconda dell'ordine chevogliamo dare alle cose, perché l'ordine è solo una convenzione e il tempo, che sembra allineare gli eventi lungosequenze immutabili, talvolta si ritorce su se stesso come legno di vite. In ogni caso c'è un pugno, ben assestato, ma alla persona sbagliata. E c'è un colpo di pistola, sparato verso la persona giusta, ammesso che esista qualcuno che davvero si merita un proiettile. Siamo seduti in un bar, Franco e io. È un bar alla moda, di quelli che non ci piacciono. Però è comodo incontrarsi in piazza Vittorio e lì i caffè sono tutti alla moda. Per fortuna non è ora di aperitivi e di fi ghetti: i clienti sono eccezioni. Una coppia di amanti clandestini si è chiusa in una bolla in fondo alla sala e, al banco, un uomo, di cui vedo solo la schiena, di tanto in tanto porge in avanti il bicchiere per farselo riempire di vino bianco. Ogni volta, io e Franco ci diciamo che dovremmo capire se la vecchia "Fogna" esiste ancora, ma poi non lo facciamo, per pigrizia o per malafede. La "Fogna" è la bettola dove ci trovavamo da ragazzi,il sabato sera; un locale lungo e stretto che, oltre il bancone, ospitava tre tavolini, rotondi, pubblicitari: Caffè Paulista. Niente birra alla spina, solo bottiglie grandi di Peroni. Uno dei tre tavolini era 10 il nostro, mio, di Franco e di Roberto. Uno era riservato ai calabresi, quattro vecchi di quarantacinque anni, in servizio permanente continuo nel bar: carte, sigarette e frequenti raffi che di Dio fa', la bestemmia che gli immigrati dal sud imparavano a infi lare ogni quattro parole per mostrare ai torinesi la loro ferma intenzione di integrarsi. Dio fa', variante troncata di Dio fauss, dio falso e bugiardo. Bestemmia da offi cina, da pezzo che cade dal tornio, bestemmia che marca l'arrivo dell'addetto ai "tempi e metodi", col suo cronometro. Bestemmia da fonderia, da colata di ghisa cheacceca all'improvviso; bestemmia da lavoro, abusivamente esportata al bar, per accompagnare una primiera mancata o un rigore negato alla giuventus. Il terzo tavolo era vuoto, sempre. Ogni volta diciamo che torniamo là, dove si erano consumate le nostre utopie adolescenti, sotto lo sguardo dei calabresi. Ma poi, ogni volta, preferiamo piazza Vittorio e il decoro spudoratamente vintage della Drogheria. Ognivolta signifi ca poi una volta l'anno: è quella la frequenza con cui io e Franco ci vediamo. E la sera, rientrando a casa, diciamo alle nostre mogli che l'incontro è stato bellissimo, che abbiamo ripreso il discorso da dove l'avevamo lasciato l'anno prima, come se i trecentosessantacinque giorni in mezzo fossero stati congelati in una breve parentesi; ma non è vero, semplicemente ci piace crederlo. Roberto invece è desaparecido; ultimo domicilio conosciuto: Bonn. Persino Facebook si sottrae al compito di ritrovarlo. E poco ci importa. Siamo seduti al bar dunque, io e Franco. E parliamo, e davvero lo facciamo come se il tempo non fosse passato, come se credessimo ancora nella parola che cambia il mondo. «La gente è esasperata: prima o poi qualcuno riprendea sparare.» «Non credo,» faccio io «la lezione degli anni '70 l'abbiamo imparata.» Nicla Cardellicchio vedi anche: -Premio Strega 2013: i 12 candidati alla 67esima edizione -Premio Strega 2013: tra i candidati "Sofia si veste sempre di nero" di Paolo Cognetti -Maggio dei libri: perché leggere fa crescere
Premio Strega 2013, tra i candidati "Il cielo è dei potenti" di Alessandra Fiori
- Creato Giovedì, 02 Maggio 2013 11:38
- di Anastasia Biancardi
- Categoria: Libri - E book
Giovane giornalista, Alessandra Fiori si candida al Premio Strega con "Il Cielo è dei Potenti" Edizioni e/o. Laureata a La Sapienza, diventa scrittrice con "Le conseguenze del caso" edito nel 2010 da Piemme. Dopo l'esordio
Premio Strega 2013: tra i candidati "Sofia si veste sempre di nero" di Paolo Cognetti
- Creato Mercoledì, 08 Maggio 2013 18:34
- di nicla cardellicchio
- Categoria: Libri - E book
Sofia si veste sempre di nero è il nuovo romanzo di Paolo Cognetti pubblicato da MinimumFax nel 2012, eletto Libro dell'anno da Fahrenheit e candidato al Premio Strega 2013. Ancora una volta la protagonista del suo nuovo libro è una donna, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent'anni di storia: dall'infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all'adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Un parto prematuro e Sofia resta in ospedale per controlli più approfonditi. Il padre la guarda dal vetro senza poterla toccare, la madre è esanime nel letto dell'ospedale. E poi la voce dell'infermiera, l'unico contatto con il mondo reale, che le racconta che la nascita è "una nave che parte per la guerra". A otto anni Sofia desidera solo essere libera e vedere i genitori uniti. Per un po' i suoi desideri diventano la sua realtà: una casa nuova con il giardino, i genitori che pensano ad un fratellino. Ma la sua libertà si chiama Oscar, un bambino selvaggio e passionale, che di volta in volta trasforma il loro tempo in avventure di pirati, indiani, o banditi. E trasforma anche la vita dell'intera famiglia di Sofia. Tra Sofia e Oscar non ci sono solo giochi di avventura: la sera, prima di addormentarsi, i due bambini di confrontano sul senso della vita, sull'inferno e il paradiso. E pregano: per la mamma di Oscar, perché la loro amicizia non finisca. All'ennesimo litigio dei genitori, Sofia decide di non pregare mai più, perché le preghiere non servivano a risolvere nulla e i desideri non si erano mai realizzati. Dopo che anche Oscar lascia la sua vita, la paura più grande, quella dell'abbandono, porta Sofia, attraverso un percorso tortuoso, da un collegio al teatro, al tentato suicidio, alla vita con la zia Marta, l'unico tono di colore nella vita di Sofia. Fino a Pietro, l'imbastitore della storia... La trama si svolge pian piano, con personaggi svelati un pò alla volta ma Sofia rimane l'ago della bilancia dell'intero romanzo. Lo sfondo degli anni '70 con le fabbriche, i sotterfugi, le manifestazioni, riempie il racconto e riporta la narrazione alla realtà, rendendo verosimili luoghi, tempi e personaggi. È un intenso romanzo tutto al femminile, che racconta l'anima femminile, tormentata, in ricerca, ferita. Al centro Roberto, "un uomo semplice in mezzo a donne complicate". È un emozionante romanzo familiare. È l'avvincente racconto della vita. È la ricerca della felicità, quella che ti insegnano debba arrivare ma che poi non arriva mai: "vi fate un culo così perché credete nel futuro. Io voglio essere felice adesso". È la fame di significato profondo: "il senso della vita non sta nelle cose che fai, ma negli esseri umani che incontri". E questo romanzo è un incontro, con i personaggi ma soprattutto con noi stessi. Con la sua scrittura precisa e intensa, che nasconde dietro l'apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, Cognetti ci regala il ritratto di un personaggio femminile indimenticabile: una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada. Un libro avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle. Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978.È autore di alcuni documentari - Vietato scappare,Isbam, Box, La notte del leone, Rumore di fondo - che raccontano il rapporto tra i ragazzi, il territorio e la memoria. Per minimum fax media ha realizzato la serie Scrivere/New York, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn.Per minimum fax ha pubblicato Manuale per ragazze di successo (2004), e Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), vincitore, tra gli altri, del Premio Fucini, del Premio Settembrini e finalista al Premio Chiara. Per Laterza è uscito nel 2010 New York è una finestra senza tende. Il suo blog è paolocognetti.blogspot.it. Di seguito un estratto dal libro "Sofia si veste sempre di nero" di Paolo Cognetti candidato alla finale del Premio Strega 2013 e Presentato da Diego De Silva e Lorenzo Pavolini. Lo sai che cos'è la nascita? È una nave che parte per la guerra. L'amore è nella pancia, l'amore è un cane cieco che ti manca da quando sei andata via di casa.Se tu fossi Hakim Bey scriveresti questo in fondo al libro, che l'amore è la zona di autonomia più temporanea che ci sia.Si lasciano dietro capelli impigliati nelle spazzole e tazze nel lavandino, biancheria abbandonata sul pavimento del bagno, mozziconi schiacciati nei portacenere, non più ragazze ma scie di ragazze, ed escono per andare a scuola. C'era un nocciolo nelle donne che era duro come la pietra, e nessun torto reclamava vendetta ai loro occhi, quanto l'orgoglio ferito.La città possedeva ai miei occhi la luce vivida dei canti di lotta, delle storie d'amore appena finite, di quei ruderi di bombardamenti in cui resiste solo un quadro appeso alla parete, una foto di famiglia dove tutto è crollato. Nei buchi dell'asfalto di Columbia Street pulsavano rotaio di tram, vene sotto pelle. A nord la strada si arrampicava fino alla collina nobile di Brooklyn Heights, diventava una terrazza panoramica sui grattacieli di Wall Street poi precipitava ai piedi di granito del ponte. A sud si perdeva tra le case popolari, verso i quartieri senza nome dei messicani, domenicani e portoricani, l'immensa pancia di Brooklyn che si estendeva fino a Coney Island.Secondo Juri la città in cui ci trovavamo era un contenitore universale. Non aveva niente a che fare con l'America, né con il nostro tempo. Era come il palcoscenico di un teatro, che diventava un giardino se solo disegnavi i fiori , un cielo se appendevi delle nuvole di cartone.Appena fuori dai confini di Brooklyn infuriava una guerra che non si vedeva mai: ma l'assedio stava nell'urgenza con cui le persone si cercavano, nell'intensità con cui si salutavano separandosi. Poteva sempre essere l'ultima volta.Io pensavo che i fumatori potrebbero dividersi in due categorie, quelli che fanno attenzione al destino della loro cenere e quelli che non ci badano per niente. I secondi di solito hanno il vizio di gesticolare. I primi tendono a rovinarsi la vita preoccupandosi troppo delle emozioni altrui, e delle conseguenze delle proprie azioni. Conoscevo bene questa categoria di persone: non solo danno ragione a tutti, ma se litigano con qualcuno finiscono col dire più di quello che dopo, ripensandoci, vorrebbero avere detto, e nel chiedere scusa cedono a toni sentimentali. Questa categoria di persona schiaccia i propri mozziconi e anche quelli degli altri, quando restano a languire nei piattini da caffè, e poi mette i piattini a lavare. Gli sbadati, invece, con il tempo dimostrano altri segni di trascuratezza. Scarsa cura di sé, che pure è una forma di distrazione. Sbattono contro i mobili, si fanno male da soli. Questa era Sofia. Nicla Cardellicchio Vedi anche: Premio Strega 2013: i 12 candidati alla 67esima edizione ll Salone del Libro di Torino dice no a Beppe Grillo Premio Strega 2013, tra i candidati "Il cielo è dei potenti" di Alessandra Fiori Premio Strega 2013: tra i candidati "Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi" di Gaetano Cappelli
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