Sono 7, i turisti deceduti in Thailandia per presunto avvelenamento da pesticidi contro le “cimici dei letti”Shockanti le rivelazioni emerse dalle indagini svolte in incognito da un giornalista neozelandese presso un hotel di Chiang Mai, una delle località turistiche più famose della Thailandia, persvelare la causa del decesso di 7 turisti morti tra gennaio e
marzo di quest’anno, dopo aver soggiornato presso l'albergo Downtown Inn.
Le indagini - Sulla base della sintomatologia manifestata e dei reperti anatomopatologici riscontrati, nello specifico la miocardite evidenziata all’esame autoptico, la polizia ha ricondotto le morti a intossicazione alimentare dovuta all’assunzione di alghe marine tossiche, nonostante fra i decessi vi siano almeno 2 turisti non clienti del chiosco incriminato. Le autorità tailandesi ritengono casuale il dato
del soggiorno nell’hotel a tre stelle, malgrado le ripetute richieste di chiarimento da parte dei familiari delle vittime.Un reporter del programma televisivo neozelandese “60 minutes”, fintosi cliente dell’albergo, ha prelevato dei campioni dalla camera in cui venne rinvenuta morta la ragazza 23enne neozelandese Sarah Carter, deceduta lo scorso febbraio, portando alla luce che la struttura era stata trattata con una sostanza chimica potenzialmente letale nota come pyrophus.
I test - I risultati dei test hanno evidenziato tracce di un insetticida chiamato clorpirifos (CY) all'interno dei locali - prodotto chimico impiegato per eliminare le cimici dei letti.
La polizia tailandese ha fatto irruzione nella società che si occupa della disinfestazione dell’hotel e il capo del dipartimento per la salute pubblica di Chiang Mai ha affermato che gli addetti alla disinfestazione potrebbero avere commesso un errore. Il Dott. Surasing Visaruthrat ha affermato: “è possibile che abbiano mescolato i prodotti chimici sbagliati.”
Casi analoghi -Il timore che alcuni hotel tailandesi possano aver impiegato prodotti chimici inadeguati era già emerso due anni fa in concomitanza con i decessi dell’americana Jill St. Onge e della norvegese Julie Bergheim con sintomi, grave dolore al petto, vomito e svenimenti, quasi identici a quelli manifestati dai sette turisti morti fra gennaio e marzo a Chiang Mai.
A. Bicini














